Una giornata che avrebbe dovuto rappresentare un nuovo inizio per una famiglia è stata segnata da un'imprevista tragedia. Un bambino di soli due anni, che fino a quel momento aveva vissuto con la leggerezza tipica della sua età nonostante le sue condizioni di salute, si è trovato al centro di un evento che ha scosso profondamente il sistema sanitario.
La speranza di una nuova vita grazie al trapianto di un organo si è trasformata in un incubo a causa di un errore irreparabile durante il processo di espianto, avvenuto a Bolzano. L'organo, danneggiato, è stato comunque trasportato a Napoli, dove il piccolo è stato sottoposto a intervento presso l'ospedale Monaldi.

La madre ha scoperto la gravità della situazione solo incidentalmente, mentre la realtà si sgretolava attorno a lei. La gioia per il salvataggio del figlio è rapidamente svanita, trasformandosi in un costante timore per il futuro. Ogni minuto di attesa sembrava interminabile, mentre all'esterno dell'ospedale si delineava un cambiamento drastico e inaspettato.
Nonostante gli sforzi dei medici per trovare soluzioni, il bambino è rimasto intrappolato in un limbo, vittima di una serie di eventi imprevisti e tragici. Le indagini successive hanno rivelato che il cuore, danneggiato durante le fasi di prelievo, ha reso l'intervento inutile e ha precipitato la condizione del bambino in coma, con danni anche ad altri organi vitali come il fegato.
La Procura di Napoli ha aperto un'indagine per chiarire le dinamiche dell'operazione, mentre il Ministero ha inviato ispettori per valutare la situazione. Due chirurghi sono stati sospesi in via cautelare, e sia la direzione dell'ospedale che il Centro Nazionale Trapianti sono al lavoro per capire ogni dettaglio di questo tragico evento.

La madre, ancora al fianco del figlio in terapia intensiva, è devastata dalla scoperta fatta attraverso i media e dalla possibilità di perdere suo figlio. 'Mio figlio aveva una vita quasi normale, seguiva una terapia farmacologica, era felice e stava con noi. Poi è arrivata quella chiamata per il trapianto, e ora è in coma da settimane, lottando per la vita,' ha condiviso con dolore.