Il mistero delle due sorelle scomparse da Civitella Alfedena e ritrovate dopo oltre due settimane ha catturato l'attenzione dell'Italia intera. Sarah e Alisya, di 12 e 16 anni, erano sparite misteriosamente, scatenando una serie di ricerche e appelli disperati. La loro ritrovata presenza in un appartamento a Formia è stata confermata grazie a un'operazione dei carabinieri.
Il ritrovamento ha sollevato numerosi interrogativi riguardo agli eventi occorsi durante l'assenza delle ragazze. Attualmente, quattro persone sono sotto indagine nell'ambito dell'inchiesta guidata dalla Procura di Sulmona, inclusa la donna che le ospitava.
La zia acquisita delle ragazze, intervistata dall'ANSA, ha condiviso la sua prospettiva sugli eventi. Ha affermato di aver agito seguendo le istruzioni dei familiari delle ragazze, dicendo: 'Mi è stato chiesto di prendere cura delle bambine. Sapevo che le stavano cercando, la televisione ne parlava.' La donna ha rivelato che le ragazze erano state portate da loro nonno e che era stata contattata per ospitarle con l'istruzione di non farle uscire di casa.
Nel suo racconto, emerge anche come il nascondiglio fosse stato preparato con cura, con scorte di cibo sufficienti per mesi. 'Non ho fatto domande. Loro portavano il cibo, io non ho speso neanche 5 lire,' ha detto. Inoltre, ha condiviso i momenti finali prima dell'intervento dei carabinieri, dicendo: 'L'ultima cosa che ho detto alle bambine è stata: mi dispiace.' Solo Sarah ha risposto con uno sguardo.
La donna ha anche commentato la copertura mediatica dell'evento, notando che le ragazze seguivano costantemente i notiziari. Ha espresso un giudizio negativo sul padre delle ragazze, Stefano Di Giacinto, aggiungendo un ulteriore strato di complessità alla vicenda familiare.