Sorelline ritrovate, il mistero della madre e degli altri indagati News

Sorelline ritrovate, il mistero della madre e degli altri indagati

La vicenda delle sorelle Sarah e Alisya Di Giacinto, scomparse da Civitella Alfedena e ritrovate a Formia, ha tenuto in apprensione l'Italia. Dopo il loro ritrovamento, l'attenzione si è spostata sugli eventi che hanno portato alla loro sparizione e sulle persone coinvolte.

Le indagini hanno rivelato che il piano per nascondere le ragazze era stato orchestrato da persone a loro molto vicine. Al centro dell'inchiesta troviamo Valentina D'Acunto, la madre delle ragazze, arrestata insieme al suo compagno Vincenzo Esposito e al nonno delle bambine, Marco D'Acunto. A tutti e tre è stata imputata l'accusa di sequestro di persona aggravato in concorso.

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Le sorelle sarebbero state portate via nella notte tra il 6 e il 7 giugno e affidate a una lontana parente, zia Sofia, oggi indagata a piede libero. Interrogata, ha dichiarato di essere stata contattata dal nonno delle ragazze per custodirle. Nonostante fosse a conoscenza delle ricerche in corso, ha affermato che lo rifarebbe, poiché le bambine desideravano stare con la madre.

Ulteriori dettagli emersi indicano che la madre avrebbe fornito alle figlie un cellulare nascosto in una confezione di panettone, con una scheda telefonica registrata a nome di un cittadino pachistano, dettaglio ritenuto cruciale per le indagini. Durante il periodo di nascondiglio, le sorelle sono rimaste isolate dall'esterno per circa quindici giorni. Al momento del ritrovamento, hanno espresso il desiderio di rimanere con la madre.

Nell'appartamento sono stati trovati numerosi alimenti, inclusi prodotti specifici per celiaci, necessari per Sarah. Questo suggerisce che il soggiorno fosse stato pianificato per essere di lunga durata. La Procura di Sulmona continua le indagini per chiarire i piani della madre e degli altri coinvolti, in una vicenda che il procuratore Luciano D'Angelo ha descritto come risultato di un 'amore genitoriale malato'.

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