La crisi energetica, inoltre, incide pesantemente sulla fiducia nel governo attuale. Quasi la metà degli intervistati attribuisce la responsabilità dell’aumento dei costi energetici soprattutto a Stati Uniti e Israele, un sentimento che si traduce in una crescente diffidenza verso la leadership italiana. Solo il 6,5% avrebbe preferito una vittoria di Orbán in Ungheria, mentre il 7,5% interpreta la sua sconfitta come una minaccia per la pace europea, temendo che l’allontanamento dalla Russia possa destabilizzare ulteriormente la situazione.
Questo clima di incertezza e le controversie internazionali, accentuate anche dalle critiche di Donald Trump rivolte a Papa Leone XIV, si riflettono in un indebolimento del consenso verso Fratelli d’Italia, scompigliando le prospettive politiche per i mesi a venire.
