Il gravissimo incidente è stato solo l’ultimo di una serie di episodi che sono avvenuti tra Pasqua e pasquetta: quattordici le persone che in due giorni sono finite in acqua dopo aver sfidato il ghiaccio, assottigliato dal caldo di aprile, e incuranti di cartelli in tre lingue che suonano un po’ troppo ambigui: “Entrare nel lago a proprio rischio”. E il rischio è quello che tantissime persone, come dimostrano le foto, si sono prese in queste giornate primaverili, con il termometro che ha raggiunto i 10 gradi anche ai quasi 1.500 metri di quota del lago di Braies. A Pasqua in sei sono finiti in acqua: prima una donna milanese di 60 anni con il cane, seguita dal marito e dalla figlia trentenne, tutti finiti all’ospedale di San Candido con una lieve ipotermia. Poi è toccato ad altri tre turisti friulani, salvati da alcuni passanti e tornati a casa con le proprie gambe. Una escalation di incidenti che ha spinto i carabinieri e la polizia del commissariato di San Candido ad intensificare i controlli sulle rive. Non è bastato.
Ieri, infatti, si è sfiorata la tragedia poco prima di mezzogiorno. Una giovane coppia residente in provincia di Milano, la mamma di 34 anni, originaria di Napoli, il papà di 37, nato a Taranto, si è spinta con il figlioletto di soli quattro mesi a cinquanta metri dalla riva. Tanto, troppo. Ad un certo punto il ghiaccio non ha retto il peso e si è aperto all’improvviso. Un cittadino albanese ha assistito alla scena e non ha esitato: ha raggiunto il punto dell’incidente, finendo a sua volta in acqua, ma riuscendo comunque ad afferrare il bambino e a metterlo in sicurezza sulla lastra di ghiaccio. Altri testimoni hanno chiamato i soccorsi e sul posto sono arrivati due elicotteri, le ambulanze della Croce Bianca, i vigili del fuoco volontari di Braies e Monguelfo-Tesido, il soccorso alpino dell’Alta Pusteria, il nucleo sommozzatori dei pompieri, gli agenti di polizia di San Candido. Le operazioni di recupero dei quattro sono state particolarmente complesse proprio a causa della posizione, che impediva di fatto di raggiungere da terra i quattro. Ci sono voluti quindi l’elicottero e i sommozzatori per portare a termine il soccorso.