Oggi l’Italia saluta Alex Zanardi, scomparso all’età di 59 anni, a pochi mesi dal suo 60° compleanno. Zanardi è stato molto più di un atleta: la sua storia incarna la capacità di trasformare la sofferenza in forza, diventando un simbolo universale di coraggio e determinazione.

Nel 2020, durante la staffetta "Obiettivo Tricolore", un grave incidente in handbike lo ha lasciato in condizioni critiche. Nonostante l’immediato intervento medico e un lungo periodo di ospedalizzazione, le sue condizioni non sono migliorate, portando al triste epilogo comunicato dalla famiglia. A breve sono attese ulteriori informazioni sulle cause del decesso.
Nato a Bologna nel 1966, Zanardi ha coltivato fin da giovane una passione per i motori. Dopo aver iniziato con i kart, è arrivato a gareggiare in Formula 1, realizzando così il sogno di una vita. Successivamente ha trovato grande successo negli Stati Uniti, nella Champ Car, distinguendosi come uno dei piloti più talentuosi della sua epoca.
Il cordoglio delle istituzioni
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso il suo dolore per la perdita, definendo Zanardi un punto di riferimento per il mondo sportivo. Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, ha ricordato Zanardi sui social con parole di affetto e ammirazione: "Buon viaggio Alex, grande uomo, sportivo e combattente".
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sottolineato come Zanardi fosse un esempio di forza, dignità e speranza, capace di affrontare ogni difficoltà con lucidità e coraggio. Ha rivolto un messaggio di vicinanza alla famiglia e a chi gli voleva bene, ringraziandolo per il suo contributo umano e sportivo.
Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha definito Zanardi un modello di resilienza, ricordando il suo amore per la vita e l’insegnamento che ha lasciato agli italiani.
Le parole di Bebe Vio
Attraverso un post su Instagram, Bebe Vio ha condiviso un commovente ricordo di Zanardi: "Dal 2009 sei stato una guida per me, insegnandomi che con o senza gambe tutto è possibile. A Londra 2012 mi hai fatto scoprire il valore delle Paralimpiadi e a Rio 2016 abbiamo realizzato un sogno insieme. Anche se a Tokyo 2020 non eri presente, sei stato una luce per tutti noi. È stato un onore averti come mentore nello sport e nella vita".
