Sciopero autotrasportatori, distributori senza gasolio e supermercati con scaffali vuoti: rischio stop agli autobus. Salvini convoca un vertice urgente Cronaca

Sciopero autotrasportatori, distributori senza gasolio e supermercati con scaffali vuoti: rischio stop agli autobus. Salvini convoca un vertice urgente

Il malcontento dei camionisti e degli agricoltori per l’aumento del prezzo del carburante continua a manifestarsi con proteste che stanno causando notevoli disagi in diverse regioni del Sud Italia. In Calabria, Sicilia e Puglia, i blocchi di camion e trattori lungo le vie principali persistono, provocando anche una carenza di gasolio in molti distributori e la scarsità di alcuni prodotti freschi nei supermercati. La situazione si fa critica in Sicilia, dove è a rischio la continuità del servizio degli autobus a causa dell’esaurimento delle scorte di carburante.

Proteste degli autotrasportatori in Sardegna con supermercati presi d'assalto

Manifestazioni in corso tra Calabria, Sicilia e Puglia

La mobilitazione di camionisti e agricoltori non accenna a diminuire. Domenica 18 ottobre, le proteste sono proseguite con presidi fissi in punti strategici della rete stradale del Sud, dove le categorie coinvolte denunciano l’impatto economico insostenibile dovuto al caro carburante, con il gasolio salito vicino ai 2,30 euro al litro. Secondo le rilevazioni del Codacons, il prezzo del diesel ha subito un aumento di quasi il 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, aggravando le spese per le aziende che dipendono dai mezzi pesanti e dai macchinari agricoli.

Questi blocchi, sebbene mirati, stanno causando problemi anche a chi non partecipa direttamente alle proteste, rallentando la distribuzione delle merci e i rifornimenti di carburante, con ricadute pesanti sulle regioni interessate.

Vertice urgente convocato da Salvini

Per affrontare la crisi, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha anticipato al 20 ottobre un incontro con le associazioni degli autotrasportatori. L’appuntamento si terrà alle ore 15 a Milano e vedrà la partecipazione anche del viceministro Edoardo Rixi. Sono state invitate tutte le sigle autonome coinvolte nelle proteste di Calabria, Sicilia e Puglia, regioni maggiormente colpite dal disagio. L’obiettivo è avviare un dialogo sulle richieste del settore e valutare possibili interventi per contenere il rincaro del carburante.

Tuttavia, nonostante la convocazione, i manifestanti hanno deciso di proseguire con la mobilitazione, in attesa di risposte concrete dal governo. L’esito del vertice sarà determinante per capire se e quando i presidi verranno sospesi.

Situazione critica in Sicilia: autobus a rischio sospensione

La regione più in difficoltà è la Sicilia, dove la carenza di gasolio sta già creando problemi per il trasporto pubblico. Antonio Graffagnini, presidente di Anav Sicilia, ha lanciato l’allarme: alcune autobotti non hanno effettuato le consegne programmate, causando un rapido esaurimento delle riserve di carburante. Senza nuovi rifornimenti entro il 19 e 20 ottobre, le aziende di trasporto potrebbero dover ridurre drasticamente le corse degli autobus, compromettendo i collegamenti quotidiani per studenti e lavoratori.

Le società stanno cercando di gestire nel modo migliore le scorte rimaste, concentrandosi sui servizi considerati essenziali, ma la situazione resta incerta. A complicare il quadro vi sono anche i blocchi stradali che rallentano ulteriormente la circolazione dei mezzi pubblici, con ritardi e possibili disagi per i pendolari.

Distributori di carburante sotto pressione e lunghe code a Palermo

Le difficoltà nel rifornimento riguardano anche molte stazioni di servizio in Sicilia, dove dopo le ultime consegne di giovedì mattina, alcune pompe stanno registrando una diminuzione delle scorte. Questo ha spinto molti automobilisti a fare il pieno in anticipo, soprattutto a Palermo, dove si sono formate lunghe code davanti ai distributori con prezzi più bassi. Sebbene non si tratti di una carenza generalizzata, la situazione potrebbe peggiorare se i blocchi dovessero proseguire, portando alcune stazioni a sospendere temporaneamente le vendite.

Supermercati con scaffali sempre più vuoti

Le ripercussioni delle proteste si estendono anche alla distribuzione alimentare. I ritardi nei trasporti stanno causando carenze di prodotti freschi e deperibili nei supermercati, che devono garantire consegne frequenti per mantenere la qualità. Il rischio è che le merci arrivino in ritardo o si deteriorino, causando perdite economiche per produttori e commercianti. Al momento non esistono dati precisi sull’entità del fenomeno, ma un prolungamento dei blocchi potrebbe aggravare sensibilmente la situazione.

Settore agricolo in crisi per costi e trasporti

Le imprese agricole stanno subendo una doppia pressione: da un lato l’aumento dei costi per il carburante necessario all’utilizzo di macchinari e trattori, dall’altro le difficoltà nel trasporto dei prodotti verso mercati e industrie di trasformazione. Tempi di consegna rispettati sono fondamentali per frutta, verdura e altri alimenti freschi, che rischiano di perdere valore commerciale se bloccati a lungo. Se la situazione non si risolverà, anche le industrie alimentari, dipendenti dalle materie prime, potrebbero risentire delle interruzioni logistiche.

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