Sei grande grande grande… caro presidente Mattarella. È la dedica che il Festival di Sanremo fa al capo dello Stato che ha concesso il bis salvando l’Italia. E che era presente con i suoi cari tra il pubblico all’ultimo concerto live di Mina. Prendendo spunto dalla notizia Amadeus gli ha dedicato l’ouverture della terza serata.

Tutti in piedi per ricordare le stragi di Capaci e di via d’Amelio di 30 anni fa fanno da preludio all’entrata in scena di Roberto Saviano che ricorda Falcone, il giudice che quando era in vita non era considerato un eroe. Anzi, aveva molti nemici, dice Saviano. Gente che lo accusava di essere alla ricerca di visibilità con le sue inchieste. Poi il divulgatore cita Rita Atria, giovanissima collaboratrice di giustizia che si tolse la vita dopo l’omicidio di Borsellino. La sua morte significò per lei la fine della speranza e Saviano la ricorda con una citazione: «Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici. La mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci. Borsellino sei morto per ciò in cui credevi, ma io senza di te sono morta».

Vestita da Zorro la co-conduttrice è una carica di simpatia. Ma ora deve spogliarsi di manto e cappello, le chiede Amadeus dopo averla riconosciuta, ma lei incalza: se mi spoglio avreste delle sorprese. Già. Meglio evitare. Quando si toglie i baffi di Zorro la si sente imprecare, per il dolore, chinando il capo. Per molti avrebbe detto una bestemmia. Sicuramente il vescovo di Sanremo domani scriverà un’altra lettera. Comunque vada a finire, Zorro lascia il segno. Brava Drusilla, non per la bestemmia ma perché sa tenere il palcoscenico più delle attrici delle prime due serate, Ornella Muti e Lorena Cesarini.

La prima volta a Sanremo è salutata con la standing ovation. Ma la seconda uscita ci porta tutti in vacanza. “Ma quant’è bello andare in giro con la Vespa che ci toglie i problemi”. Evviva Cremonini. L’Ariston balla quasi come con Dargen D’Amico.

Vestita da Zorro la co-conduttrice è una carica di simpatia. Ma ora deve spogliarsi di manto e cappello, le chiede Amadeus dopo averla riconosciuta, ma lei incalza: se mi spoglio avreste delle sorprese. Già. Meglio evitare. Quando si toglie i baffi di Zorro la si sente imprecare, per il dolore, chinando il capo. Per molti avrebbe detto una bestemmia. Sicuramente il vescovo di Sanremo domani scriverà un’altra lettera. Comunque vada a finire, Zorro lascia il segno. Brava Drusilla, non per la bestemmia ma perché sa tenere il palcoscenico più delle attrici delle prime due serate, Ornella Muti e Lorena Cesarini.