«Certo, chiariamo subito che non è un ragazzino, ha 19 anni, sta per prendere la maturità. E quando l'ho conosciuto era rappresentante di istituto in surroga, perciò abbiamo parlato diverse volte durante il periodo dell'occupazione. Mi ha accompagnato con la sua macchina al commissariato di Monteverde per fare la denuncia, e lì ci aspettava anche un rappresentante dei genitori. Ho avuto con lui un rapporto cordiale e aperto, come con tutti: la mia porta è sempre aperta».
Da dove sono nate allora le voci di una relazione? «Forse lui le ha messe in giro per vantarsi con gli amici? Non lo so, ma qualcuno poi può aver fomentato la cosa. Ma non c'è stato nulla di nulla con il ragazzo, posso giurarlo davanti a chiunque. Mi sono rivolta ad un legale e chiarirò tutto anche con l'ufficio scolastico regionale ma in questa scuola non mi hanno mai visto di buon occhio, fin dal primo momento. Il sistema su cui si reggeva l‘istituto scolastico non mi convinceva. Ma all'inizio non ho cambiato l’assetto perché volevo prima rendermi conto della situazione generale. Ho sbagliato».
Lei aveva recentemente rimosso il vicepreside? «Il primo collaboratore, per la precisione. Lui e l'altra collaboratrice gestivano tutte le pratiche, che io ho avocato a me perché volevo controllare la situazione. Erano dei filtri, diciamo così. Ma io non volevo lasciare loro a organizzare tutto, volevo capire. Questa scelta forse non è piaciuta, e quando mi sono decisa a sostituirlo, mi sono ritrovata in una situazione che non mi piaceva».