Cronaca

Russia, dimissioni e sparizioni tra i fedelissimi di Putin. Cresce possibilità di un golpe

  • Nelle ultime settimane il cerchio magico attorno al presidente della Russia sembra in crisi e i servizi di intelligence avvertono che potrebbe farsi largo l'ipotesi di un colpo di Stato
  • A Mosca anche nell'impenetrabile cerchio magico di Vladimir Putin cominciano ad affiorare le prime crepe. La guerra in Ucraina non sta andando secondo i piani del Cremlino e ha causato di fatto un isolamento economico internazionale per la Russia, per via delle sanzioni. Il presidente sta quindi reagendo con licenziamenti a catena. Altri fedelissimi si sono dimessi o sono spariti da settimane.

    L'inviato per il clima di Mosca, Anatoly Chubais, si è dimesso e ha lasciato la Russia spiegando che la sua decisione è legata all'opposizione alla guerra di Vladimir Putin in Ucraina. La notizia è stata data da Bloomberg. Chubais è conosciuto come l'architetto delle privatizzazioni in Russia degli anni Novanta (fu anche vicepremier) e con il suo passo indietro è il funzionario di più alto livello a rompere con il Cremlino sull'invasione dell’Ucraina.

    L'economista Chubais era uno degli uomini più vicini al leader e ha fatto perdere le sue tracce, lasciando il Paese e il suo incarico. Nessuno sa esattamente dove si trovi, probabilmente in Turchia, e per il momento non avrebbe alcuna intenzione di tornare in patria. Per Mosca ora il rischio è un effetto domino ai massimi vertici dello Stato.

    Gli occhi sono puntati anche sulla numero uno della Banca centrale della Federazione russa Elvira Nabiullina che, raccontano fonti ben informate, già da settimane avrebbe voluto mollare dopo l'ordine del presidente russo di invadere l'Ucraina. Per questo avrebbe più di una volta presentato le dimissioni, respinte però da Putin che le avrebbe imposto di restare per far fronte alla drammatica crisi causata dalle sanzioni occidentali.

    Nabiullina, numero uno dell'istituto centrale russo, è stata nominata per un mandato di cinque anni la scorsa settimana e si trova ora a fare i conti con le ricadute della guerra che minacciano gran parte del suo operato degli ultimi nove anni.

    Il ministro della Difesa Sergei Shoigu non appare più in pubblico da due settimane. Sarebbe nel mirino del Cremlino con l'accusa di aver fornito una valutazione errata di quella che doveva essere una campagna lampo in Ucraina. E la figlia Ksenia ha posato sui social con i colori della bandiera ucraina. Shoigu è solito apparire di frequente e la sua assenza dai social e dai telegiornali è molto insolita. Ufficialmente ha problemi di cuore. Quando si parla di lui in tv, le immagini sono di repertorio.

    Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha rotto il silenzio il 24 marzo dicendo che per Shoigu questo "non è il momento appropriato per svolgere attività mediatiche”. Risposta che lascia aperte tutte le ipotesi. Peskov ha detto che Shoigu ha partecipato ad un incontro dei rappresentanti del Consiglio di sicurezza con Putin. Il ministro appare in un riquadro della videocall nelle immagini diffuse dal Cremlino (secondo alcuni fatte trapelare appositamente per mettere a tacere le voci sulla sua uscita di scena).

    Anche il capo di Stato maggiore delle forze armate Valery Gerasimov (in foto) non partecipa a eventi da settimane. Gli Usa avevano puntato su di lui per tenere vivo un canale che scongiurasse la minaccia nucleare. Tra i silurati ci sarebbero anche Alexander Bortnikov, alleato di lunga data e capo del servizio di sicurezza, e Igor Kostyukov, vice capo di stato maggiore delle forze armate.

    Putin di fatto ha lanciato una caccia alle streghe parlando di "feccia e traditori”. Le intelligence occidentali vedono in questo un segno della crescente debolezza del leader. Il dissenso inizia a diffondersi ai piani alti del Cremlino e l’ipotesi di un rovesciamento di Putin si fa strada.

    Secondo quanto emerge da alcune lettere scritte da un anonimo agente dell'intelligence di Mosca all'attivista in esilio e fondatore del progetto Gulagu.net, Vladimir Osechkin, e successivamente pubblicate online, il rischio di un golpe contro il presidente Putin da parte del servizio di sicurezza federale russo (Fsb) cresce con il perdurare della guerra in Ucraina. Secondo la talpa, il caos e il malcontento stanno soffocando i servizi di sicurezza.

    Il fatto stesso che gli agenti russi stiano parlando apertamente, ha commentato Osechkin al Times, è un segno della loro crescente rabbia nei confronti di Putin e del malcontento per l'effetto che le sanzioni hanno sugli ufficiali dell'Fsb. Questi, sottolinea infatti l'attivista, non possono più "andare in vacanza nelle loro ville in Italia e portare i loro bambini a Disneyland a Parigi”. Ogni settimana e ogni mese in cui questa guerra continua, “aumenta la possibilità di una ribellione da parte dei servizi di sicurezza".

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