Costretto dalla moglie a vivere in uno sgabuzzino con 5 euro al giorno e una tazza di latte alla sera. È durato due anni l'incubo di un anziano di Civitavecchia, trovato dal figlio Alessandro in condizioni terribili due mesi fa e prelevato dalla casa degli orrori dove risiedeva insieme alla moglie.

A raccontare le sevizie e i maltrattamenti che la donna riservava al marito di 84 anni è lo stesso figlio Alessandro, in collegamento a Pomeriggio 5. Ai microfoni di Barbara D'Urso, l'uomo riferisce di avere trovato il padre «in condizioni disumane»: «lo abbiamo portato a casa, si è tolto la maglietta, non aveva più pancia, le braccia erano secche, era denutrito, sporco, trasandato, con i capelli lunghi e la barba da fare». Ma non è tutto.

Nel racconto di Alessandro emergono dettagli inquietanti sul trattamento che la donna, separata in casa dal marito, riservava al coniuge: «Lei lo prendeva a pugni in bocca. Quando lo abbiamo portato da noi aveva la dentiera spaccata: gli mancavano quattro denti. Non poteva dire nulla a casa nei suoi confronti. Anche quando mia madre usciva di casa, lo lasciava dalle 9 di mattina alle 7 di sera con solo 5 euro per mangiare e una tazza di latte la sera. E quando non poteva uscire perché pioveva, lo lasciava tutto il giorno chiuso dentro lo stanzino, senza finestre. Non aveva più i muscoli».

Temendo le reazioni della donna e non volendo far preoccupare i figli, l'uomo non ha mai raccontato nulla. A trovarlo in queste condizioni è stato casualmente il figlio, dopo che la madre era stata ricoverata in ospedale. Agli inquirenti l'anziano ha riferito: «Negli ultimi due anni mia moglie ha iniziato a trattarmi male, mi augurava di morire – 'Magari domani ti trovo morto' diceva –. I maltrattamenti sono aumentati giorno dopo giorno. Sempre in casa. A ogni lite mi colpiva con pugni sulla nuca fino a farmi a cadere a terra».

La donna, indagata per maltrattamenti e violenza domestica, è stata raggiunta dalle telecamere di Pomeriggio 5 a cui ha mostrato lo stanzino cieco dove viveva il marito, costretto a dormire sulla rete di un letto, appoggiata su due sedie: «Stava bene. Lui voleva stare qui. Il lucchetto non era chiuso, io non ho mai maltrattato mio marito» ha dichiarato. Oggi per fortuna l'anziano sta meglio, vive a casa del figlio e ha ripreso peso, ma il ricordo dei maltrattamenti subiti è vivo nella sua mente.