Nuovi sviluppi nel trattamento del Parkinson: riduzione dei tremori Salute

Nuovi sviluppi nel trattamento del Parkinson: riduzione dei tremori

Il morbo di Parkinson, descritto per la prima volta nel 1817 dal medico James Parkinson, è una patologia neurodegenerativa che influisce principalmente sul sistema nervoso centrale, provocando sintomi motori e non. Questa malattia, più frequente negli anziani, è legata alla perdita di neuroni dopaminergici nella regione cerebrale della substantia nigra, che regola i movimenti.

La diagnosi si basa sull'osservazione dei sintomi motori e la risposta ai farmaci dopaminergici. Negli ultimi anni, la ricerca ha fatto progressi significativi, inclusa l'introduzione di una nuova tecnica per ridurre i tremori, tipici di questa malattia. Ma come funziona questa nuova cura? Scopriamolo.

Recentemente, l'ospedale San Salvatore de L’Aquila ha adottato un innovativo metodo di trattamento che prevede l'uso di elettrodi impiantati nel cervello per mitigare sintomi come tremori e rigidità muscolare attraverso la stimolazione cerebrale profonda (DBS). Questa tecnica si avvale di un casco stereotassico con software di simulazione 3D per pianificare l'intervento con precisione, riducendo i rischi e ottimizzando il posizionamento degli elettrodi.

Il trattamento, eseguito sotto la supervisione del neurochirurgo dottor Francesco Abbate, si è avvalso della collaborazione del paziente, che è rimasto sveglio durante l'intervento. La procedura ha visto la partecipazione di un team multidisciplinare, inclusi neurologi e anestesisti, e rappresenta un punto di orgoglio per la sanità della regione Abruzzo, attirando pazienti da varie parti d'Italia.

Con oltre 1,2 milioni di persone affette da Parkinson in Europa e un'aspettativa di raddoppio dei casi entro il 2031, l'adozione di tecnologie avanzate come la DBS con simulazione 3D apre nuove possibilità per migliorare la qualità della vita dei pazienti.

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