Continuazione
La giornalista Grazia Longo, parlando a Mattino Cinque, ha evidenziato che le lettere "sono espressione della disperazione di questa donna e non possono essere collegate a corruzione", cercando così di riportare l'attenzione sulla dimensione umana di questa lunga vicenda.
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Nella prima lettera, datata 16 dicembre 2018, Daniela Ferrari esprime tutta la frustrazione accumulata, raccontando anche della sua esperienza come vigilante penitenziaria e citando una frase che avrebbe visto spesso nelle celle: "con i soldi e l'amicizia lo metti in c... alla giustizia". Segue un passaggio duro: "La mia famiglia pagherà per anni per qualcosa di ingiusto, mio figlio è innocente. Ci siamo riempiti di debiti per pagare gli avvocati, ci avete rovinati".
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