A distanza di quasi vent'anni dal tragico evento che ha scosso la provincia di Pavia, il caso Garlasco torna a far parlare di sé. L'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nell'agosto del 2007 nella sua casa, continua a generare domande e a dividere l'opinione pubblica. Nonostante le sentenze definitive che hanno condannato Alberto Stasi, recenti analisi e perizie tecniche stanno mettendo in luce nuovi dettagli chiave dell'indagine.
Le recenti conclusioni dell'esperta Cristina Cattaneo, attese da tempo, potrebbero essere cruciali per chiarire alcuni aspetti ancora controversi. In particolare, la nuova perizia potrebbe mettere in discussione l'ora esatta in cui è iniziata l'azione omicidiaria, un dettaglio che sembra tecnico ma che è fondamentale per l'intera cronologia dell'accusa.

Garlasco, gli ultimi sviluppi sul caso
L'avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, ha recentemente discusso in televisione, nella trasmissione 'Storie Italiane', sollevando dubbi sull'ora indicata delle 9:12, spesso citata come momento cruciale. Secondo la difesa, questa ora è stata accettata quasi come un fatto assodato, senza però basi scientifiche o testimoniali solide.

De Rensis ha messo in discussione l'assunto che alle 9:12 iniziasse l'azione omicidiaria, suggerendo che potrebbe essere stata la fine o che potrebbe essere iniziata mezz'ora dopo. Questa nuova analisi potrebbe avere un impatto significativo sulla ricostruzione degli eventi.

L'avvocato ha anche sottolineato l'importanza dell'ora delle 9:35, che potrebbe rappresentare un limite decisivo. Questo momento, secondo quanto detto anche da altri osservatori, segnerebbe il confine temporale oltre il quale gli eventi non riguarderebbero più Stasi.
Se le conclusioni di Cristina Cattaneo dovessero portare nuove informazioni sull'orario della morte, sulla dinamica del delitto o sull'arma utilizzata, le implicazioni potrebbero essere notevoli. Non si tratterebbe solo di un aggiornamento tecnico, ma di una possibile revisione di uno dei passaggi più delicati del caso.
Mentre si attende che le nuove informazioni vengano esaminate, il caso Garlasco dimostra quanto il tempo sia un fattore cruciale nei processi per omicidio. Un'ora, un minuto o anche pochi secondi possono cambiare completamente la prospettiva di un'intera indagine. E mentre il dibattito si rinnova, una domanda rimane aperta: quanto conta davvero quell'orario delle 9:12 nella ricerca della verità?