"Certamente. Se lo scopo è suscitare ondate emotive e forte paura, i richiami sono perfetti e la neuroassociazione è chiara. Tuttavia Putin cita tragedie che si ricollegano alla propaganda della 'denazificazione' e portano avanti il concetto di 'non invasione' e per questo l'analogia coi pogrom non regge. In Zelensky, invece, funziona tutto molto meglio".
In foto Putin si mostra sempre lontano da tutti i collaboratori. Cosa vuole comunicare?
"Il messaggio è chiarissimo: Putin vuole comunicare assenza di empatia. È lui, e solo lui, che ha in mano le sorti della guerra. Tutto passa da lui, e deve essere chiaro il concetto: nessuno potrà convincerlo a cambiare idea. Se mai lo farà, sarà per sua volontà. Il dittatore perfetto non è empatico, è distante da tutti”.