Maldive, cinque italiani morti in circostanze atroci. Nomi delle vittime e cause dei decessi Cronaca

Maldive, cinque italiani morti in circostanze atroci. Nomi delle vittime e cause dei decessi

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Un grave incidente ha coinvolto cinque cittadini italiani durante un’immersione subacquea nell’atollo di Vaavu, alle Maldive. Dopo una serie di comunicazioni ufficiali da parte della polizia locale, del consolato italiano e infine della Farnesina, è stato confermato il tragico decesso del gruppo. Al momento, solo una salma è stata recuperata, mentre le ricerche per rintracciare gli altri quattro sub continuano senza sosta.

Le autorità maldiviane avevano inizialmente annunciato di aver trovato tutti i corpi, ma successivamente hanno rettificato l’informazione, attribuendo l’errore a una comunicazione imprecisa nelle fasi di soccorso. La situazione ha profondamente colpito i rappresentanti diplomatici, con la console Giorgia Marazzi che ha espresso dolore e amarezza per l’accaduto, definendolo una tragedia per la quale mancano parole.

Cause e dinamiche dell’incidente

Ancora da chiarire sono le motivazioni che hanno portato alla morte simultanea dei subacquei: si valuta se si sia trattato di un malore improvviso, un guasto all’attrezzatura o un errore nelle procedure di risalita. Gli inquirenti stanno esaminando i registri della barca safari per ricostruire gli eventi della giornata e verificare il rispetto dei protocolli di sicurezza durante le immersioni.

In Italia la notizia ha sconvolto la comunità scientifica e accademica, soprattutto a Genova, dove due delle vittime, Muriel Oddenino e Monica Montefalcone, erano colleghe universitarie.

Muriel Oddenino

Chi erano le vittime

Tra le persone coinvolte nel tragico evento figurano Muriel Oddenino, biologa marina ed ecologa di 31 anni, ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Genova, e Monica Montefalcone, docente associata della stessa università. La giovane Giorgia Sommacal, ventenne figlia di Monica, ha perso la vita anch’essa durante l’immersione a 50 metri di profondità.

Gianluca Benedetti, originario di Padova e responsabile operativo nonché istruttore subacqueo, aveva trasformato la sua passione in una professione, vivendo alle Maldive da circa sette anni. Nativo di Borgomanero (Novara), Federico Gualtieri era anch’egli tra i sub. Tutti erano a bordo della barca “Conte Max” e “Duca di York” per quella che si è rivelata l’ultima escursione.

Monica Montefalcone

Giorgia Sommacal

Gianluca Benedetti, operations manager

Muriel Oddenino

Dettagli sulle operazioni di recupero

Secondo la Forza di Difesa Nazionale delle Maldive, la tragedia sarebbe avvenuta in una cavità sommersa situata a circa 60 metri di profondità. Le forze di soccorso hanno recuperato il primo corpo nel tardo pomeriggio e lo hanno trasferito all’ospedale di Fulidhoo. Si ipotizza che il gruppo sia rimasto intrappolato in un’area subacquea molto estesa e pericolosa, con una morfologia complessa che ha richiesto l’intervento di attrezzature specializzate e della Guardia Costiera con la nave “Ghaazee”.

Nonostante la normativa locale limiti le immersioni ricreative a 30 metri di profondità, i subacquei si sarebbero spinti ben oltre questa quota, entrando in una zona con una pressione elevata e condizioni estremamente rischiose. Le ricerche sono ancora in corso per ritrovare gli altri quattro connazionali dispersi.

Possibile causa: tossicità da ossigeno

Alcuni esperti del settore ipotizzano che la causa della morte multipla possa essere legata alla tossicità da ossigeno. Questa condizione si verifica quando l’ossigeno viene respirato a pressioni elevate per periodi prolungati, danneggiando i tessuti e alterando il sistema nervoso centrale. In immersioni profonde, l’ossigeno può diventare letale, provocando convulsioni improvvise simili a crisi epilettiche, che impediscono l’uso dell’erogatore.

Se più subacquei si trovano alla stessa profondità o utilizzano miscele gassose non corrette, la manifestazione dei sintomi può avvenire simultaneamente, il che spiegherebbe l’assenza di segnali di emergenza durante la tragedia. Un collasso rapido del sistema nervoso centrale ha trasformato un’immersione ordinaria in un dramma senza possibilità di salvezza.

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