EmozioniLe donne non devono avere un "coprifuoco", hanno il diritto di uscire e sentisi sicure in ogni momento della giornata

15/03/2019 - 15h

Essere una donna è diventato più una questione di sopravvivenza di fronte a una "cultura della viol*nza" che non è stata in grado di combattere e che sta peggiorando sempre di più. 

Ogni giorno, donne in tutto il paese vengono rapite, vio**ntate, picchiate e u**ise. Secondo le cifre del Segretariato esecutivo del Sistema nazionale di sicurezza pubblica (SESNSP), in Messico vengono ucc**e tra le nove e le dieci donne al giorno, con un totale annuo di 3mila 580 mo*ti violente, di cui solo 834 sono indagati come fem**nicidi. Il numero di omi**di nei confronti delle donne perpetrati nel 2018 è salito del 9,41% a livello nazionale, rispetto al 2017, quando sono stati segnalati 3 272 casi e solo 735 di questi sono stati indagati come fe**inicidi.

Detto questo, sono emerse diverse proposte di "coprifuoco" tra le più discutibili. 

Il coprifuoco non è un nuovo problema, è stato applicato in tutto il mondo fin dai tempi antichi e viene comunemente fatto in situazioni di guerra o confusione interiore che un paese o una città sta vivendo. 

Stare a casa e non uscire di notte potrebbe sembrare la cosa più sensata da affrontare per colpa tutti quei malecordi che ci perseguitano, pronti ad attaccare ma non è la soluzione, non riduce il crimine e non termina con quella "cultura della vio**nza" sotto la quale noi viviamo. I coprifuochi forniscono un falso conforto e lasciano una benda davanti a ciò che sta realmente accadendo nella società.

Ciò di cui le donne hanno bisogno non è vivere confinate o soggette a determinate regole per "assicurare la loro vita" ma devono avere libertà di attraversare le strade senza pensare che in qualsiasi angolo possano essere attaccate, con la costante paura di non tornare a casa.

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