Il caso della famiglia che viveva isolata in un casolare nel bosco in Abruzzo ha suscitato grande interesse mediatico e ampio dibattito. Nathan Trevallion, la moglie Catherine Birmingham e i loro tre figli sono stati al centro delle cronache dopo essere stati separati a causa di un'ordinanza del Tribunale per i minorenni dell'Aquila. Marina Terragni, Garante per l'infanzia e l'adolescenza, ha recentemente espresso critiche verso la gestione dei servizi sociali coinvolti, in un'intervista concessa al giornale Libero.
"Ho osservato i bambini mentre mangiavano, il che ha temporaneamente smentito le voci su uno sciopero della fame da parte di uno di loro. Tuttavia, ho notato una certa diffidenza e iperattività, unita a momenti di malinconia. Questi bambini hanno affrontato una prova significativa e sembravano quasi in stato di shock. Nonostante ciò, sono in buona salute fisica e mostrano una notevole intelligenza", ha spiegato la Garante, evidenziando sia preoccupazione che sollievo per le condizioni dei minori. Terragni ha anche riconosciuto che, nonostante le circostanze traumatiche, i bambini non hanno subito danni nello sviluppo cognitivo, grazie anche alla cura ricevuta nella loro abitazione.
Secondo la Garante, il caso ha avuto un'avvio problematico, complicato ulteriormente dai difficili rapporti tra la famiglia e i servizi sociali. "C'è una grande sproporzione tra i problemi riscontrati nella gestione quotidiana dei bambini da parte della famiglia e le misure effettivamente adottate. Nonostante non voglia puntare il dito contro gli assistenti sociali, è evidente che la loro formazione presenta lacune", ha dichiarato Terragni, sottolineando la necessità di competenze e strumenti adeguati per gestire situazioni delicate come questa.