La misura, scrive ancora l’azienda di Viale Mazzini, “si rende necessaria al fine di tutelare la sicurezza dei giornalisti sul posto e la massima libertà nell’informazione relativa al Paese”. Le notizie su quanto sta accadendo in Russia “verranno per il momento fornite sulla base di una pluralità di fonti da giornalisti dell’Azienda in servizio in Paesi vicini e nelle redazioni centrali in Italia”.
Anche l’invitato del Tg5, fa sapere il direttore Clemente Mimun all’Adnkronos sarà ritirato: “Le norme – spiega – sono talmente punitive che non si può far nulla. “Per lavorare in Russia – aggiunge Mimun – i giornalisti devono avere un permesso. Io non ho corrispondenti ma un inviato ancora senza permesso. Adesso però, costretti da queste nuove regole, lo faremo tornare”.