Il piccolo centro di Gemona, in provincia di Udine, è stato teatro di un macabro episodio il 25 luglio 2025, quando Alessandro Venier, di 35 anni, è stato ucciso. Gli investigatori del Nucleo dei carabinieri hanno recentemente effettuato un nuovo sopralluogo nella villetta della famiglia Venier, trovando nel bagagliaio della Fiat Panda un cuscino che, secondo la madre della vittima, Lorena Venier, sarebbe stato utilizzato per soffocare il figlio. Questo cuscino è stato sequestrato e si prevede che sarà analizzato per trovare tracce genetiche.
Durante l'ultimo interrogatorio, Lorena ha descritto il ruolo di Mailyn Castro Monsalvo, sua nuora e compagna di Alessandro, nel delitto. Queste rivelazioni aggiungono un nuovo livello di complessità all'inchiesta, rendendo il cuscino un elemento cruciale per confermare la versione dei fatti presentata agli inquirenti.

“Come ho ucciso mio figlio”
Secondo quanto riferito da Lorena Venier, Alessandro sarebbe stato prima drogato con un medicinale mescolato in una limonata, poi avrebbe ricevuto due iniezioni di insulina. L'autopsia ha rivelato che la causa della morte è stata l'asfissia, aggravata dallo stringimento di due lacci da scarpa attorno al collo della vittima. Il corpo sarebbe stato poi smembrato e nascosto dalla madre in un bidone coperto di calce per una settimana.
L'avvocata Alice Bevilacqua, che difende Lorena, ha sottolineato che la sua assistita ha deciso di sottoporsi volontariamente all'interrogatorio, non come mera formalità, ma per dare un senso a una tragedia che ha scosso profondamente la famiglia.

Attualmente Lorena Venier è detenuta nel carcere di Trieste, accusata insieme alla nuora di omicidio volontario premeditato, vilipendio e occultamento di cadavere. La difesa ha chiarito alcuni aspetti inquietanti del caso, evidenziando il tormento interiore che ha preceduto il crimine. La legale ha descritto Lorena come una donna segnata dal rimorso e da un contesto di grande sofferenza personale e familiare, sottolineando come la comprensione delle motivazioni dietro l'atto possa contribuire a una visione più umana e complessa della vicenda, oltre i titoli sensazionalistici.