L'immunità di gregge è vicina. Ma non vuol dire che il Covid è sconfitto News

L'immunità di gregge è vicina. Ma non vuol dire che il Covid è sconfitto

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Alla luce di questo, tuttavia, se non emergeranno nuove varianti, impegnative e diverse, sicuramente omicron che ha una contagiosità elevatissima, 5 volte la Delta, che l’avvicina a quelle che sono infezioni come morbillo e varicella, farà sì che durante questo inverno, con picco probabilmente a fine gennaio, arriveremo a una quota importante di persone che in qualche modo non sono più suscettibili nel senso stretto del termine”.

In altre parole, spiega Pregliasco, molte persone arriveranno, vuoi perché immuni per la vaccinazione, vuoi perché infettate, vuoi perché reinfettate dopo la prima ondata, “abbastanza protette al prossimo autunno e inverno”. A quel punto la situazione dovrebbe avvicinarsi a quella delle epidemie influenzali. Il condizionale è d’obbligo, però. Perché, ci dice ancora il virologo, “avremo probabilmente una quantità di casi sempre uguale, con potenziale rischio di malattia, perché anche l’influenza fa i morti normalmente purtroppo. La differenza sarà che avremo una dimensione di sanità pubblica meno rilevante. Tutto questo, naturalmente, salvo l’emergere di nuove varianti e salvo che il vaccino possa avere una prolungata efficacia almeno come risposta, peraltro come sta dimostrando, se non altro rispetto alle forme gravi”.

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