Indagine sul trapianto di cuore: il ruolo del medico e le ipotesi di reato News

Indagine sul trapianto di cuore: il ruolo del medico e le ipotesi di reato

La vicenda del trapianto di cuore che ha coinvolto un bambino di due anni e mezzo ha tenuto banco per oltre tre ore di audizione a porte chiuse presso la procura di Napoli. Il cardiologo Giuseppe Limongelli, fino a poco tempo fa responsabile del follow-up dei trapianti pediatrici all'ospedale Monaldi, è stato al centro di questo delicato passaggio dell'inchiesta che ha sollevato molte questioni nel sistema sanitario regionale.

Limongelli, che ha rassegnato le dimissioni il 29 dicembre, sei giorni dopo il trapianto, non era presente in sala operatoria ma ha seguito il percorso clinico del bambino, che attualmente lotta tra la vita e la morte. Questa coincidenza temporale ha sollevato numerosi interrogativi sulla sua gestione del caso.

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Durante l'inchiesta, le dichiarazioni di Limongelli hanno riacceso l'attenzione sui dettagli dell'operazione. 'Quel bambino è stato con noi per due anni, lo abbiamo cresciuto', ha affermato, sottolineando il legame umano e professionale sviluppato. Ha poi aggiunto: 'Proteggiamo la mamma, poi uscirà tutto', indicando che dietro l'evento potrebbero esserci problemi di comunicazione e possibili errori non ancora chiariti.

L'indagine è coordinata dall'aggiunto Antonio Ricci e dal pm Giuseppe Tittaferrante, e ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di sei sanitari tra medici e paramedici del Monaldi. L'ipotesi di reato è quella di lesioni colpose. L'attenzione si concentra sul trasferimento del cuore da Bolzano a Napoli, durante il quale, secondo la famiglia, l'organo sarebbe stato 'bruciato' a causa dell'uso di ghiaccio secco invece di quello tradizionale, causando danni irreparabili.

L'inchiesta prosegue, con accertamenti in corso a Bolzano e sulle procedure seguite durante il trasporto. Si tratta di un caso complesso che mette in gioco la verità su un evento tragico e la credibilità di un sistema sanitario chiamato a garantire sicurezza e trasparenza.

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