Il successo di LOL..ma cosa c'è dietro? Gossip & TV

Il successo di LOL..ma cosa c'è dietro?

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Da Sky sono arrivati Fedez, Maionchi, Elio e Frank Matano, giudice di Italia’s Got Talent con un passato da star del web. Mattatori in quota Rai invece Lillo, una Caterina Guzzanti forse un po’ sottotono, da Mediaset Angelo Pintus e Katia Follessa, ora su Real Time con Cake Star; da Youtube – e in generale dal web –  vengono Ciro e Fru dei The Jackal, mentre dal mondo della stand up Luca Ravenna, milanese di base a Roma, e Michela Giraud, che tra poco tornerà su Comedy Central con il suo CCN. Un cast variegato per età, genere, provenienza e talento che, pur dovendosi attenere ai meccanismi del format, ha portato in dote, chi più chi meno, la propria fetta di pubblico e le proprie capacità, che hanno saputo essere valorizzate da un grandissimo lavoro di scrittura e montaggio.

Il successo del programma

Nonostante il budget e un cast di nomi così popolari, in pochi avrebbero scommesso sul successo di LOL – chi ride è fuori, eppure è innegabile che siamo di fronte a un fenomeno televisivo come non se ne vedevano da tempo. I social sono invasi da meme, gli account dei talent che hanno partecipato al programma hanno avuto un’impennata di follower e nelle settimane di lancio se ne è discusso non solo in rete ma anche sui giornali. L’8 aprile, giorno della messa in onda degli ultimi due episodi, sui social tantissimi utenti hanno chiesto di non spoilerare il finale come non accadeva dai tempi di Game of Thrones. Nonostante numerosi tentativi di minimizzare il fenomeno, tutto questo certifica un vero e proprio trionfo per un programma che va in onda su una piattaforma in streaming a pagamento. Difficile essere più accurati di così nella misurazione del successo di LOL dato che non è possibile adottare per questo tipo di programmi gli stessi criteri di misurazione usati in altre occasioni e anche perché Prime Video è incluso con Amazon Prime, il servizio che consente di usufruire di tempi di consegna più rapidi, quindi anche chiedersi se LOL porterà più abbonati alla piattaforma è una domanda che non ha ragion d’essere. Ciononostante siamo di fronte a un fenomeno televisivo difficilmente misurabile, ma ugualmente tangibile. Si è fatta qualche ironia sui tentativi più o meno riusciti di accostare i risultati in termini di share a quelli dei social e della fruizione on demand, eppure i risultati di una trasmissione televisiva d’ora in poi si dovranno misurare anche così.Prendiamo il caso di un altro programma comico di successo, Una pezza di Lundini: andato in onda in seconda serata su Rai 2, con risultati modesti in termini di ascolti, il programma ha avuto in realtà lunga vita sui social anche dopo lo stop avvenuto a fine 2020. E anche nel corso dell’ultimo Festival di Sanremo, accanto ai dati auditel non proprio esaltanti, la rete annunciava trionfalmente il successo della kermesse sui social e i numeri della fruizione on demand. Del resto, con un cast di artisti così giovani come quello voluto da Amadeus era inevitabile che arrivasse anche il pubblico giovane, e che arrivasse a modo suo. La televisione italiana non è morta, almeno non ancora: il pubblico giovane c’è e si aspetta dei contenuti, ma vuole fruirne con i suoi tempi che però spesso collidono con la volontà di dirigenti e investitori di avere il più presto possibile risultati tangibili per calibrare gli investimenti.

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