Per diversi giorni, la scomparsa delle sorelle Alisya e Sarah Di Giacinto ha tenuto in ansia l'Abruzzo e oltre, con continui aggiornamenti e ricerche incessanti. La loro assenza dalla casa famiglia Hope di Civitella Alfedena ha scatenato una serie di ricerche e appelli da parte della famiglia e delle autorità.
La situazione ha avuto una svolta la sera del 21 giugno, quando una vasta operazione dei carabinieri, sotto la guida della Procura di Sulmona, ha permesso di localizzare le ragazze, che erano in un appartamento a Formia, nel quartiere Scacciagalline, al quarto piano di un edificio di edilizia popolare.

Il blitz decisivo per il ritrovamento
Durante un'operazione di grande entità, circa ottanta carabinieri, alcuni dei quali in tenuta antisommossa, hanno fatto irruzione nell'edificio, trovando le ragazze nell'appartamento di uno zio materno. Al momento del ritrovamento, le sorelle erano in buone condizioni fisiche, sebbene visibilmente scosse.
Poco dopo la mezzanotte, Alisya e Sarah hanno lasciato l'appartamento, accolte dagli applausi dei residenti, testimoniando il grande coinvolgimento emotivo della comunità.
Le indagini hanno rivelato che le sorelle erano state portate a Formia da alcuni parenti della madre, Valentina Dacunto, che è stata arrestata con l'accusa di sequestro di persona, insieme al compagno e al padre. Un dettaglio cruciale è emerso quando una delle ragazze ha fatto una videochiamata da un numero monitorato dagli investigatori, permettendo così di localizzare rapidamente l'appartamento.
Successivamente, le ragazze sono state trasferite in una nuova casa famiglia nel Sud del Lazio, dove saranno seguite e tutelate nelle prossime settimane.