Il mistero irrisolto di Garlasco e il timore della madre di Chiara Poggi News

Il mistero irrisolto di Garlasco e il timore della madre di Chiara Poggi

Quasi due decenni dopo, il caso Garlasco rimane avvolto in un mistero che non sembra dissolversi, nonostante le continue indagini e le numerose analisi tecniche e scientifiche che si sono susseguite. L'attenzione si concentra ripetutamente su Alberto Stasi, nonostante altri nomi siano emersi nel corso degli anni.

Nel 2007, una intercettazione ha rivelato le paure di Rita Preda, madre di Chiara, che esprimeva ai Carabinieri la sua apprensione. Temeva che l'assassino potesse essere un membro della famiglia, sperando invece che si trattasse di un furto finito in tragedia. Queste parole, cariche del peso degli anni trascorsi, riflettono i dubbi e l'angoscia che affliggevano la famiglia di Chiara all'epoca.

Garlasco, un giallo sempre più intricato

La convinzione che Alberto Stasi sia il colpevole non ha mai vacillato per la famiglia Poggi, che continua a supportare questa tesi attraverso nuove iniziative legali. Ogni consulenza sembra mirata a consolidare una responsabilità già stabilita, piuttosto che a esplorare nuove piste.

Recentemente, è stata commissionata una terza consulenza tecnica focalizzata sulla scena del crimine, che ha messo in discussione la possibilità che Stasi avesse evitato di calpestare una significativa traccia di sangue presente sul gradino zero della villetta. Le nuove simulazioni digitali suggeriscono che le scarpe di Stasi avrebbero dovuto presentare tracce ematiche, contrariamente a quanto indicato nelle perizie del 2009.

Nonostante le evidenze, il giudice di primo grado Stefano Vitelli ha ricordato che non è possibile escludere che le tracce di sangue potrebbero essere scomparse, come accaduto per altri presenti sulla scena. Questo dettaglio complica ulteriormente la narrazione degli eventi così come è stata presentata fino ad ora.

Le mosse recenti della famiglia Poggi non sembrano tanto volte a riaprire l'indagine su altri sospettati, come Andrea Sempio, quanto a blindare la colpevolezza di Stasi in vista di eventuali revisioni del processo. Anche le analisi informatiche effettuate sui computer di Chiara e Alberto la sera prima del delitto rivelano dettagli inquietanti, ma non definitivi.

La Procura di Pavia è in attesa di una relazione decisiva prima di procedere con ulteriori decisioni, mentre per la famiglia Poggi il caso non è mai stato realmente riaperto, né può considerarsi chiuso, dato che Stasi è già stato condannato e sta scontando la sua pena. In questo limbo di certezze proclamate e dubbi persistenti, il giallo di Garlasco continua a tenere banco.

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