Domenico, un bambino di soli due anni e mezzo di Napoli, ha affrontato una battaglia difficile contro una cardiopatia dilatativa. Era necessario un trapianto di cuore, effettuato nel dicembre del 2025 presso l'Ospedale Monaldi. Sfortunatamente, l'organo trapiantato era danneggiato a causa di un errore durante il trasporto, compromettendo la sua funzionalità.
Il cuore, descritto spesso come 'bruciato', ha subito danni durante il trasporto che hanno influenzato negativamente il suo funzionamento una volta impiantato. Domenico è rimasto in terapia intensiva, supportato da apparecchiature per il sostegno vitale.
La famiglia e il team medico hanno vissuto momenti di grande tensione, sperando di trovare un nuovo cuore compatibile per il piccolo. In diverse occasioni, l'ospedale ha informato di un possibile nuovo cuore disponibile, chiamando urgentemente la madre per discutere le opzioni di trapianto.

Nonostante gli sforzi, il 18 febbraio 2026, un comitato di esperti ha concluso che Domenico non era più idoneo per un secondo intervento a causa delle complicazioni del cuore danneggiato. La situazione legale si è complicata ulteriormente, con la famiglia che ha richiesto trasparenza e responsabilità per gli errori commessi.
Domenico si trova ora in coma farmacologico, con gravi danni a più organi e una situazione critica che non permette un nuovo trapianto. La madre, Patrizia Mercolino, e il padre rimangono costantemente al suo fianco, sperando in un miglioramento. Patrizia racconta: 'Devo essere forte. Per lui e per la mia famiglia. Io so che mi sente', mentre continua a parlargli e a tenergli la mano.

Nonostante la gravità della situazione, la famiglia non si arrende: 'Non deciderò nulla. Domenico respira. E finché respira, è vivo', dichiara la madre, testimoniando una forza straordinaria in questo doloroso percorso.