CuriositàHa un infarto in corso e va al Pronto Soccorso, ma quello che succede lì ha sconvolto tutti...

29/01/2017 - 16h

Gaetano Adelfio, 41 anni, si è presentato al Pronto Soccorso del Policlinico di Palermo con un infarto in corso. A quanto ricostruisce la famiglia dell’uomo, un infermiere anziché prestargli subito le prime cure gli avrebbe chiesto i documenti per l’identificazione lasciandolo in attesa su una sedia a rotelle. E proprio lì nella sala d’aspetto del pronto soccorso Gaetano è morto. Suo padre, Santino Adelfio, ha presentato un esposto alla Procura di Palermo e accusa: “Non può succedere e non deve più succedere che c’è una persona che sta morendo e gli infermieri chiedono il documento per registrarlo e lo lasciano lì svenuto per dieci, quindici minuti». «Noi in famiglia abbiamo fatto tutto per salvarlo – aggiunge – mio figlio Michele giocava nel Palermo in serie C con l’allenatore Morgia. Per salvare il fratello gli ha donato il rene, ha rinunciato alla carriera. E poi abbiamo assistito alla morte di Gaetano così mentre si sono persi minuti preziosi. Io mi auguro che Dio mi dia la forza di superare questo e che le indagini stabiliscano che non c’era nulla da fare per salvare mio figlio. La rabbia in questo momento è tantissima”.

Tra i testimoni diretti dell’accaduto anche Gabriele Raffadale, un operatore del 118 amico di famiglia libero da servizio che ha portato Gaetano insieme alla moglie al pronto soccorso. Ecco il suo racconto: “Era chiaro che Gaetano aveva un infarto. Io l’ho detto alla sala operativa del 118 – spiega – Ho detto di farmi trovare tutto pronto per farlo visitare subito. Da Casteldaccia lo abbiamo portato al Policlinico. Qui non abbiamo trovato nessuno ad aspettarci. Gaetano è rimasto in una sedia a rotelle per 15 minuti come si vedrà nelle immagini del sistema di videosorveglianza del pronto soccorso. Mentre eravamo in attesa Gaetano si è messo in piedi e mi ha detto ‘Cucì sto morendo’. Gaetano non si è più risvegliato. Il medico lo ha visto quando lui era ormai spacciato”.

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Intanto, in attesa di chiarezza definitiva sull’accaduto, il pm Bruno Brucoli che sta coordinando le indagini ha spedito tre avvisi di garanzia per omicidio colposo al medico Giuseppe Calvaruso, e agli infermieri Ezio Lipari e Maria Angela Barbara Castagna.

Articolo tramite: attivotv.it

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