Resta da vedere se la tregua reggerà e se le parti saranno disposte a sfruttare questa finestra per tornare al tavolo della trattativa, con la situazione sul campo che rimane instabile e soggetta a possibili escalation.
Le tensioni sul terreno e le dichiarazioni di Hezbollah
Il fragile equilibrio è sottolineato dalle parole di Hezbollah, che avverte di essere pronto a riprendere le ostilità qualora Israele dovesse violare il cessate il fuoco. Il gruppo sciita ha rivendicato di aver condotto oltre 2.000 operazioni militari contro Israele durante il conflitto di 45 giorni, mostrando la propria capacità di mobilitazione. Il messaggio è chiaro: "i combattenti terranno il dito sul grilletto" per la paura di un possibile tradimento da parte israeliana, mantenendo alta la tensione.
Le reazioni internazionali
Il presidente francese Emmanuel Macron ha accolto con favore la tregua, esprimendo però preoccupazione per le attività militari ancora in corso e chiedendo la tutela della sicurezza dei civili e il rispetto della sovranità libanese. Nel frattempo, l’esercito libanese ha denunciato attacchi israeliani dopo la tregua, invitando la popolazione a non rientrare nel sud del paese, mentre Tel Aviv non ha rilasciato commenti ufficiali.