La tensione cresce attorno alle nuove indagini dell'omicidio di Chiara Poggi, con la Procura che prevede di concludere il fascicolo entro la fine di maggio. Dopo un anno di indagini dettagliate, si scoprirà se verrà richiesto il processo per Andrea Sempio o se il caso verrà archiviato. Gli esperti si stanno orientando verso la prima opzione.
Le informazioni provenienti dal palazzo di giustizia sono scarse. Gli investigatori stanno analizzando i risultati di varie consulenze effettuate negli ultimi mesi, che vanno dall'informatica agli esami anatomo-patologici, fino alle analisi delle macchie di sangue e al profilo di Andrea Sempio creato dai carabinieri del Racis. Questi dati vengono confrontati con quelli delle indagini tradizionali per tentare di delineare la dinamica dell'omicidio di Garlasco.
Si aprono nuovi interrogativi che mettono in dubbio anche la colpevolezza di Alberto Stasi, già condannato definitivamente per l'omicidio della fidanzata. Emerge che alcuni dettagli della scena del crimine non corrispondono alla ricostruzione ufficiale, come una bicicletta avvistata vicino alla casa il mattino del delitto.
Questo particolare è stato analizzato da Elisabetta Cametti a "Mattino 5", dove ha evidenziato la presenza di una bicicletta nera, segnalata da alcuni testimoni e non attribuibile a Stasi. "Quella bici non era la sua", ha affermato. Se confermato, ciò suggerirebbe la presenza di un'altra persona vicino alla residenza. Le nuove ricostruzioni propongono inoltre una dinamica più veloce dell'aggressione, indicativa di un attacco mirato e di una certa familiarità con l'ambiente domestico.
Altri dubbi emergono riguardo al lavandino del bagno. Le ultime analisi non mostrano tracce evidenti che confermino un lavaggio immediato post-omicidio: nessun segno di sangue o residui compatibili. Questo potrebbe alterare la sequenza degli eventi, suggerendo che l'assassino potrebbe essersi pulito in un altro luogo o essere uscito dalla casa senza passare per il bagno, aggiungendo nuovi elementi a un caso che continua a generare dibattiti anche dopo anni.