La trasmissione 'Lo Stato delle Cose' ha recentemente riportato all'attenzione il delitto di Garlasco, uno dei casi più controversi degli ultimi decenni. La serata, guidata dal presentatore Massimo Giletti, è coincisa con la presentazione di una consulenza critica firmata dalla professoressa Cristina Cattaneo, che potrebbe rivoluzionare la comprensione dell'intera vicenda.
Il dibattito in studio è stato immediatamente acceso. Documenti, immagini e ricostruzioni hanno evidenziato orari, celle telefoniche e telefonate, aspetti fondamentali dell'accusa negli anni. L'attenzione si è concentrata su Andrea Sempio, con un focus su presunte incongruenze nei dettagli temporali che, per alcuni, non sarebbero coerenti.

Garlasco, l'avvocato Taccia all'attacco
Durante la trasmissione, Giletti ha messo sotto pressione ospiti e opinionisti, ripetendo che qualcosa non tornava, stimolando un acceso dibattito. Si è discusso molto sull'orario della morte e sui movimenti nella fascia temporale chiave, analizzando ogni dettaglio con mappe delle celle e tabulati telefonici.

In collegamento, l'avvocata Angela Taccia, difensore di Sempio, ha respinto fermamente le accuse di contraddizione. 'Non ha mai cambiato versione. Non vedo l'ora che la verità emerga e che chiediate scusa', ha affermato, difendendo il suo assistito con determinazione e rinvigorendo il dibattito in studio.

La trasmissione ha visto anche la partecipazione del lato opposto, con interventi dell'avvocato Massimo De Rensis, che ha messo in luce i '23 minuti' più controversi della sentenza. Secondo la difesa, è in questo lasso di tempo che si troverebbero le maggiori debolezze dell'accusa.
'Se le perizie di BPA e Cattaneo le smontano, crolla tutto', ha dichiarato De Rensis, alludendo alle consulenze che contestano la ricostruzione dei tempi fatta nei processi precedenti. Questa affermazione potrebbe, se supportata da nuovi dati scientifici, aprire nuovi scenari imprevedibili.
Elementi come impronte, scontrini, tracciati telefonici e perizie contrapposte sono tornati al centro del dibattito pubblico. La relazione di Cattaneo, attesa da tempo, potrebbe infatti rivedere un punto cruciale dell'indagine, modificando la percezione di quanto fino ad ora ritenuto certo.
È chiaro che la pubblicazione della consulenza non ha chiuso la discussione, ma l'ha riaperta con vigore. Il caso Garlasco continua a dividere l'opinione pubblica e, se la relazione di Cattaneo dovesse davvero cambiare le carte in tavola, il confronto tra le tesi opposte è destinato a intensificarsi sia in tribunale che in televisione.