Il caso Garlasco continua a suscitare dibattiti e tensioni. Ogni nuova puntata televisiva apporta ulteriori dettagli e ogni dichiarazione sembra riaprire ferite ancora aperte. Nel programma È Sempre Cartabianca, condotto da Bianca Berlinguer, si è tornato a discutere con forza dell’omicidio di Chiara Poggi, svelando elementi che mettono in crisi anni di indagini e ipotesi giudiziarie.
La sorprendente testimonianza di Milo Infante su Luciano Garofano
Milo Infante ha riportato un fatto inatteso riguardante Luciano Garofano, ex comandante dei Ris di Parma. Durante la trasmissione, il giornalista ha ricordato come, nei giorni immediatamente successivi al delitto, Garofano – allora colonnello – dichiarò di essere in vacanza. "Ricordo che mi disse di essere in America, dove incontrò difficoltà nell’ottenere autorizzazioni per alcune analisi dalla dottoressa Muscio", ha spiegato Infante. Oggi, però, emerge un dettaglio differente dal suo ex vice Pizzamiglio, che sostiene che Garofano si trovasse in Brasile. Queste discrepanze, a quasi vent’anni dall’evento, gettano una luce nuova e problematica sull’avvio delle indagini più controverse della cronaca italiana.
Chiusura delle indagini su Andrea Sempio e revisione della condanna di Stasi
La Procura di Pavia ha ultimato le indagini nei confronti di Andrea Sempio, confermando le accuse e avviando la strada verso un possibile processo per l’omicidio di Chiara Poggi. Parallelamente, la difesa di Alberto Stasi sta valutando una richiesta di revisione della sua condanna definitiva a 16 anni. Il caso quindi si sviluppa su due fronti distinti: da un lato un nuovo indagato che potrebbe essere processato, dall’altro un condannato che tenta di dimostrare la propria innocenza. Nel dibattito con Infante erano presenti anche Piero Sansonetti e l’avvocato De Rensis, difensore di Stasi, che hanno acceso un acceso confronto sulle criticità emerse nelle indagini.
Le analisi mancate sui pedali della bici di Stasi
Un punto cruciale riguarda la scoperta che sui pedali della bicicletta di Stasi non è stato trovato sangue di Chiara Poggi. Milo Infante ha denunciato come il capitano Marino abbia condotto due test in autonomia, risultati negativi, ma abbia poi tenuto nascoste queste prove ai suoi superiori. Se confermato, questo comportamento metterebbe seriamente in discussione una delle prove fondamentali dell’accusa contro Stasi, che si basava proprio sulle tracce sui pedali per collegarlo al luogo del delitto.
L’avvocato Antonio De Rensis ha attaccato duramente il colonnello Marino, evidenziando che il consulente del pubblico ministero ha un dovere di lealtà esclusivamente verso il PM, e non verso il generale o il questore. Le due analisi negative non sono state comunicate né agli altri consulenti né al pubblico ministero, che quattro giorni dopo ha emesso il fermo sulla base invece di altre analisi. De Rensis ha chiesto a chi parla del caso in televisione di chiamare queste azioni con il loro nome: omissioni.
Errori e omissioni nei rilievi della Ris: un’indagine a rischio revisione
Non sono soltanto le analisi nascoste a compromettere il procedimento: dalla presunta impronta sul muro alle tracce sotto le unghie di Chiara, molti errori dei Ris rischiano di riscrivere completamente la storia giudiziaria di Garlasco. Tra le critiche è finito anche il capitano Venturi, noto per la serie tv Ris – Delitti Imperfetti, accusato di aver commesso una serie di sbagli che hanno compromesso prove chiave.
In questo scenario, Garlasco si configura come il simbolo di un’inchiesta nata sotto cattivi auspici, segnata da repertamenti approssimativi, analisi incomplete e consulenze poco trasparenti. La trasmissione di Bianca Berlinguer riporta al centro dell’attenzione il caso, mentre una domanda inquietante continua a circolare: temono che emerga una nuova verità su Stasi? Una verità che, dopo diciannove anni, l’Italia attende ancora di conoscere.
