La vicenda scaturisce dalla scomparsa di Federica Torzullo, 41 anni, avvenuta l'8 gennaio 2026. La donna, che viveva ad Anguillara Sabazia, nei pressi di Roma, è stata al centro di una intensa ricerca condotta dai carabinieri a seguito di testimonianze che indicavano una tensione nella sua relazione con il marito, Claudio Agostino Carlomagno.
Le indagini hanno rivelato una serie di comportamenti sospetti da parte del coniuge, che hanno intensificato i dubbi degli inquirenti. Dopo intensi giorni di ricerche, il corpo di Federica è stato scoperto sepolto vicino all'impresa del marito, specializzata in scavi e movimentazione della terra.
L'esame autoptico ha mostrato che Federica è stata colpita da 23 colpi di arma da taglio, molti dei quali al viso e al collo. Le ferite sulle mani suggeriscono che ha tentato di difendersi. Inoltre, sono stati trovati segni di ustioni e danni causati dall'uso di un'attrezzatura meccanica durante la sepoltura del corpo.
Il marito, Claudio Carlomagno, è stato arrestato e si trova ora in carcere a Civitavecchia, dove dovrà rispondere di accuse molto gravi. Le autorità sono ancora alla ricerca dell'arma del delitto e stanno esaminando possibili complicità nel crimine.
Interrogato dagli investigatori, Carlomagno ha inizialmente esercitato il diritto di non rispondere, fornendo poi una confessione parziale. Ha rivelato dettagli raccapriccianti del delitto, affermando che ha ucciso la moglie mentre lei si trovava nella doccia.
Con 23 coltellate, la vita di Federica Torzullo è stata brutalmente interrotta il 9 gennaio nella propria casa. Secondo la confessione di Carlomagno, questo atto terribile è avvenuto mentre Federica era nuda, nella loro abitazione vicino alla doccia. Ha usato una lama che tenevano in casa, spinto dalla frustrazione causata dalla minaccia di Federica di andarsene e portare via il figlio della coppia.
Carlomagno ha descritto come, dopo l'omicidio, ha trascinato il corpo di Federica per le scale, nascondendolo nel bagagliaio della sua auto e poi nel cassone del suo camion. Ha anche tentato di distruggere le prove bruciando il corpo, ma il fuoco si è esteso involontariamente, costringendolo a spegnerlo con della sabbia.
Durante il tentativo di seppellire il corpo, è stata amputata accidentalmente una gamba di Federica con la ruspa utilizzata per scavare il sito della sua sepoltura nel terreno dell'azienda di Carlomagno. Carlomagno ha guidato con il corpo nel cassone per circa mezz'ora, includendo una fermata in una cava locale. Malgrado la confessione, gli inquirenti sono scettici sulla sua completezza e veridicità.
Attualmente, gli inquirenti stanno scrupolosamente verificando ogni dettaglio dato da Carlomagno, alla ricerca di elementi omessi o incongruenze. La storia mette in luce un episodio di violenza domestica con un esito tragicamente fatale e solleva questioni urgenti sul fenomeno del femminicidio.