Cronaca

"Fateci sbarcare". 850 clandestini davanti alle coste italiane

  • Tre navi ong invocano il porto sicuro nel nostro Paese: a bordo circa 850 migranti. Altrettanti sono quelli nell'hotspot di Lampedusa
  • È caos ai confini delle acque territoriali italiane, dove le navi ong con a bordo circa 850 migranti pressano per entrare nel nostro Paese. La situazione migranti, ora che siamo solo alla fine di giugno, rischia già di essere fuori controllo in Italia e ancora non si è arrivati al picco di sbarchi, che è previsto tra luglio e agosto. L'hotspot di Lampedusa è arrivato a ospitare fino a 1200 persone nei giorni precedenti a fronte di una capienza massima di 350 migranti e la nave Diciotti, continua a fare la spola tra l'isola e la Sicilia per smistare e alleggerire la struttura, ma solo per evitare ulteriori sovraccarichi visti gli arrivi continuativi autonomi delle carrette del mare. E il problema non riguarda solo Lampedusa, perché da giorni si registrano sbarchi autonomi anche in Calabria, in Sardegna e nella stessa Sicilia. Nel pomeriggio di domenica, un barcone con 80 migranti è stato intercettato nelle acque di Siracusa dalle motovedette della guardia costiera.

    Le pretese delle Ong

    Sea Eye 4 si trova a meno di 20 miglia da Pozzallo e trasporta 474 persone, frutto di diversi interventi effettuati nel Mediterraneo centrale. "Alcuni hanno già trascorso 7 notti in mare. Un tempo troppo lungo per persone esauste, molte delle quali necessitano di cure a terra", fanno sapere dalla Sea Eye 4. A breve distanza dalla nave della ong tedesca si trova Aita Mari, battente bandiera spagnola, che a bordo ha 112 persone. Loro chiedono un porto sicuro in Sicilia e puntano a Pozzallo, che è il più vicino nonché uno di quelli che viene più spesso assegnato come pos. Ma dall'altra parte, a poche miglia dalla costa di Lampedusa, a premere sui nostri confini c'è Sea Watch 4, con 261 migranti, di cui 165 trasbordati dalla Louise Michel e 96 consegnati dal mercantile Aslihan.

    Lampedusa in ginocchio

    Lampedusa non può farsi carico anche dei quasi 300 migranti della Sea Watch 4, dal momento che sulle sue coste da giorni si registrano sbarchi autonomi incontrollati continui. Nella notte sono arrivati in 123 con tre carrette del mare. Prima sono stati rintracciati e soccorsi, dalla Capitaneria di porto, 15 tunisini che erano su una barca di 5 metri alla deriva. Poi è stata la volta di altri 9 tunisini, fra cui 2 donne, la cui barca partita da Zarzis era rimasta ferma a 40 miglia dall'isola. Altri 99, in seguito, fra cui 28 donne e 8 minori, sono arrivati dopo che la loro barca di 12 metri, salpata da Sfax, è stata rintracciata a 35 miglia dalle Pelagie. Nel weekend, 500 migranti che si trovavano a Lampedusa sono stati portati a Pozzallo e qui è stato loro consegnato il foglio di via dall'Italia: una soluzione tampone per far respirare l'hotspot. Ma, in poche ore, i migranti presenti all'interno della struttura di prima accoglienza sono nuovamente saliti a 870, rendendo ogni operazione complessa e pericolosa.

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