Emanuela Orlandi, dopo 43 anni parla l’ultimo testimone: “È tutto inventato” Cronaca

Emanuela Orlandi, dopo 43 anni parla l’ultimo testimone: “È tutto inventato”

Il caso della scomparsa di Emanuela Orlandi continua a suscitare dubbi e nuove rivelazioni anche a più di quattro decenni dall'evento. Bruno Bosco, ex agente di polizia e uno degli ultimi testimoni oculari della quindicenne vaticana, ha recentemente rotto il silenzio mettendo in discussione le versioni ufficiali che hanno accompagnato la vicenda per anni.

Intervistato da Gabriele D’Angelo per il programma Filorosso condotto da Antonino Monteleone su Rai 3 e RaiPlay, Bosco ha smentito diversi dettagli riportati nei verbali d’epoca, in particolare quelli riguardanti il presunto incontro tra Emanuela e il cosiddetto "uomo della Avon". Secondo il testimone, infatti, molte delle informazioni attribuitegli non corrispondono a quanto effettivamente dichiarato nelle indagini iniziali.

Bruno Bosco nega l’esistenza dell’identikit

Durante il confronto, Bosco ha espresso chiaramente la sua distanza dalle ricostruzioni ufficiali, affermando: "Ci sono tante cose che io non ho scritto". Quando gli è stato chiesto dell’identikit dell’uomo accusato di aver avvicinato Emanuela, ha risposto categoricamente: "Quale identikit? Chi l’ha fatto mai?". Queste parole mettono in discussione uno dei pilastri della narrazione che ha accompagnato la sparizione, aprendo nuovi interrogativi sulla veridicità di alcune prove raccolte.

Un tacito riferimento a informazioni riservate

Nel corso dell’intervista, Bosco ha inoltre pronunciato una frase enigmatica: "Se apro la bocca la faccio scappare", lasciando intendere di possedere conoscenze che non intende rendere pubbliche. Alla domanda sul perché non voglia chiarire i fatti, ha risposto con un’altra domanda: "Ma lei risolve il problema?" e ha aggiunto che le autorità competenti sono già state informate, invitando il giornalista a non preoccuparsi.

Audizione riservata davanti alla Commissione parlamentare

Prima di questa intervista, Bosco era stato ascoltato in un’audizione segreta dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sui casi di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Il contenuto di quella testimonianza non è stato reso pubblico, quindi non è possibile sapere se le sue dichiarazioni in televisione coincidano con quelle rilasciate ai commissari.

Questi nuovi elementi riaccendono l’attenzione sugli ultimi momenti prima della sparizione di Emanuela e sulla veridicità dell’incontro con l’uomo della Avon, un dettaglio chiave nelle indagini.

La pista su Felix Wellner

Parallelamente, la Commissione continua a esplorare altre piste. Nella stessa mattinata è stato sentito anche Romano Talone, ex giornalaio di piazza Colonna, che ha parlato di Felix Wellner, talent scout e agente di casting attivo a Roma negli anni ’70 e ‘80, la cui figura è recentemente emersa nell’ambito della cosiddetta "pista del cinema".

Talone ha descritto Wellner come un uomo che portava donne a casa sua, ma lo ha definito "non cattivo né violento". Dalla sua testimonianza, tuttavia, non sono emersi elementi che colleghino direttamente Wellner alla scomparsa di Orlandi.

Dopo più di 40 anni dal 22 giugno 1983, il lavoro della Commissione parlamentare continua a far emergere nuovi dettagli e testimonianze. Le parole di Bruno Bosco sollevano ora un’ulteriore domanda: quanto di ciò che per anni è stato attribuito alla sua testimonianza corrisponde realmente ai fatti raccontati all’epoca?

Emanuela Orlandi

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