Addio a Monica Vitti, icona assoluta del cinema italiano del '900 Ultima ora

Addio a Monica Vitti, icona assoluta del cinema italiano del '900

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E' in questo momento che decide di dare un taglio alla sua immagine più consolidata e abbraccia l'idea della commedia grazie a Mario Monicelli che la vuole protagonista de "La ragazza con la pistola". Il successo è popolare. Monica Vitti ha dominato nel cinema italiano degli Anni 70, permettendosi stravaganze di qualità (come nei ruoli cuciti sul suo fascino da Miklos Jacsò, Luis Bunuel, André Cayatte), lavorando coi grandi italiani (da Dino Risi a Ettore Scola, da Monicelli al Luigi Magni de "La Tosca"), affiancando Antonioni nella sperimentazione elettronica de "Il mistero di Oberwald"), trionfando in coppia con Alberto Sordi (specie grazie a "Polvere di stelle" diretto da Albertone), spingendo al debutto dietro la macchina da presa prima Carlo Di Palma (il grande direttore della fotografia che è diventato il suo compagno) e poi il fotografo Roberto Russo che con lei debutta da regista con "Flirt" che le fa vincere il premio come migliore attrice a Berlino nel 1983.

Il Leone d'oro alla carriera, che nel 1995 le venne dato da Gillo Pontecorvo alla Mostra di Venezia, è uno dei maggiori riconoscimenti internazionali ricevuti, insieme ai 5 David, 12 Globi d'oro e i 3 Nastri d'argento guadagnati in patria. Ha conquistato anche le platee televisive insieme a Mina ("Milleluci" nel '74 e "Domenica in" vent'anni dopo), scritto due libri autobiografici, firmato la sua unica regia ("Scandalo segreto") nel 1990, portato in teatro la grande commedia americana da "La strana coppia" a "Prima pagina". All'alba del nuovo secolo il vulcano si spegne, quasi inavvertitamente e solo la dedizione del marito Roberto Russo la protegge dalla curiosità morbosa dei paparazzi.

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