Delitto di Garlasco, tutti gli elementi contro Sempio Cronaca

Delitto di Garlasco, tutti gli elementi contro Sempio

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A quasi vent'anni dall'omicidio di Chiara Poggi, la Procura di Pavia ha deciso di riavviare le indagini su uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi anni. Il nuovo filone investigativo punta il dito contro Andrea Sempio, sospettato come possibile autore del fatto avvenuto nella villetta di Garlasco.

Secondo l'ipotesi degli inquirenti, la tragedia sarebbe scaturita dal rifiuto di Chiara a un presunto tentativo di approccio sessuale da parte di Sempio, che avrebbe reagito con violenza estrema. Il giovane avrebbe colpito la vittima con un oggetto non identificato e, anche quando la ragazza era ormai incosciente, avrebbe continuato a infierire con ferocia.

Il corpo sarebbe stato trascinato fino alla cantina della casa, e fatto scivolare lungo le scale dove sarebbero stati inferti i colpi che hanno causato la morte. Questi elementi configurano per la Procura un'accusa di omicidio aggravato da crudeltà e motivi abietti.

Tra le prove più significative, viene segnalato il DNA rinvenuto sotto le unghie della vittima, compatibile con la linea maschile della famiglia di Sempio, e l'impronta denominata "33" ritrovata sul muro della cantina, attribuita con certezza all'indagato. Inoltre, è sotto esame un possibile alibi falso, basato su uno scontrino di parcheggio conservato per anni, e alcune telefonate effettuate nei giorni prima del delitto.

Questa nuova interpretazione degli atti ha portato la Procura, guidata da Fabio Napoleone, a mettere in discussione la condanna definitiva a 16 anni inflitta ad Alberto Stasi, all'epoca fidanzato della vittima. La sentenza viene ora considerata un potenziale errore giudiziario, aprendo così nuove prospettive sul caso.

Il riavvio delle indagini è stato possibile grazie a nuovi accertamenti tecnici effettuati su reperti e materiali, analizzati con metodi più sofisticati rispetto al passato. Le attività investigative hanno incluso analisi genetiche aggiornate, consulenze informatiche e una rilettura di intercettazioni e tabulati telefonici, oltre a nuove testimonianze, nel tentativo di chiarire una vicenda segnata da piste fuorvianti e da una forte attenzione mediatica.

Tuttavia, non mancano le contestazioni. I consulenti della famiglia Poggi sollevano dubbi riguardo la coerenza della nuova ricostruzione con la scena del crimine, evidenziando l'assenza di tracce di trascinamento sulle scale della cantina, un particolare che, secondo la difesa, contraddice l'ipotesi investigativa.

Con il deposito degli atti e l'interrogatorio fissato per il 6 maggio, il caso resta ancora aperto, tra accuse gravi, nuovi sviluppi e molte domande senza risposta.

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