La fredda atmosfera di Martigny non ha raffreddato l'atmosfera tesa che ha caratterizzato tutta la giornata. Mentre le campane in Svizzera suonavano simultaneamente per esprimere solidarietà, lontano dall'occhio pubblico della cerimonia ufficiale, si consumava una vicenda decisiva e silenziosa.
Sotto il cielo grigio del Cantone Vallese, il senso di raccolta collettiva sembrava custodire un segreto, un atteso cambiamento per coloro che reclamavano giustizia. Le autorità si muovevano discretamente tra gesti diplomatici e dolore, mentre nella riservatezza di una stanza, la normalità era sul punto di essere interrotta definitivamente.
Un uomo, al centro di sospetti e bisbigli per giorni, si trovava di fronte agli investigatori in un interrogatorio decisivo. Ogni sua frase e pausa veniva analizzata minuziosamente, mentre il paese si fermava in ricordo delle vittime. In concomitanza con la fine delle commemorazioni, un imprevisto ha deviato l'indagine, trasformando il sospettato in un prigioniero della giustizia.
La decisione giunta nelle ore più critiche del giorno ha interrotto il silenzio con uno sviluppo inatteso, accelerando drasticamente e definitivamente le indagini che prima procedevano lentamente tra le complessità burocratiche. La procuratrice incaricata ha determinato la conclusione di un'attesa che stava diventando insopportabile per l'opinione pubblica. In pochi momenti, un ordine firmato ha inaugurato un periodo più oscuro per il protagonista di questa storia. Il nome di Jacques Moretti ha iniziato a circolare tra le agenzie di stampa, portando con sé il peso di una svolta sconcertante e apertura a nuovi e complicati scenari.
Dopo un lungo e intenso confronto con gli inquirenti, la procuratrice Catherine Seppey ha ordinato l'arresto di Jacques Moretti. La notizia si è diffusa mentre si concludeva il memorial per la tragedia di Crans-Montana. L'uomo era sotto indagine per responsabilità connesse al disastro del bar Le Constellation, che aveva causato morti e feriti. Nonostante la legge del Vallese richieda controlli annuali, l'ultima verifica di sicurezza risaliva al 2019.
La custodia di Moretti è stata richiesta da diversi portali informativi, indicando un possibile rischio di fuga. Tale misura sarà valutata dal Tribunale delle Misure Coercitive del Vallese entro 48 ore. Durante il trasferimento al Ministero pubblico, nonostante la presenza di giornalisti, i Moretti non hanno rilasciato dichiarazioni.
Secondo quanto riportato da Léman Bleu, un membro della famiglia Moretti ha espresso scuse pubbliche. I Moretti sono accusati di delitto colposo, incendio colposo e lesioni personali. Il loro interrogatorio si è concentrato sulla loro situazione personale, lasciando aperte ulteriori questioni da esaminare. Mentre a Martigny personalità politiche rendevano omaggio alle giovani vittime, l'inchiesta giudiziaria compiva un importante avanzamento, sotto il controllo attento del consigliere di Stato Mathias Reynard, che ha ribadito l'importanza dell'indipendenza della giustizia.
Anche la Procura di Roma ha avviato le autopsie sui giovani italiani coinvolti, un segno del coordinamento internazionale volto a chiarire ogni aspetto dell'incidente. La posizione di Jacques Moretti si complica mentre l'indagine cerca di risolvere i molti interrogativi, inclusi quelli sul materiale usato e sui mancati controlli.