Le tensioni in Medio Oriente si intensificano rapidamente, mettendo a dura prova il fragile cessate il fuoco di due settimane tra Washington e Teheran. Gli attacchi israeliani in Libano hanno provocato numerose vittime, mentre l’Iran denuncia una violazione della tregua e Hezbollah risponde con nuovi razzi contro Israele.
Il quadro si complica ulteriormente con il fallimento dei negoziati in Pakistan e l’attivazione da parte degli Stati Uniti di un blocco navale nello Stretto di Hormuz. Donald Trump ha minacciato l’eliminazione di qualsiasi nave iraniana che infranga questo blocco. Nel frattempo, si ipotizza un possibile secondo ciclo di colloqui a Islamabad o Ginevra nei prossimi giorni, mentre la Cina presenta un piano di pace in quattro punti attraverso gli Emirati Arabi Uniti. Sul Golfo dell’Oman, una nave portarinfuse è stata colpita da proiettili non identificati, scatenando un incendio a bordo.

Trump critica duramente Meloni
Il presidente americano Donald Trump ha riservato dure parole alla premier italiana Giorgia Meloni, definendola “inaccettabile” per aver difeso Papa Leone XIV e criticando il suo atteggiamento nei confronti della minaccia nucleare iraniana. Intervistato dal Corriere della Sera, Trump ha detto: “Lei non si preoccupa che l’Iran possa distruggere l’Italia in pochi minuti, se ne avesse la possibilità”. Ha inoltre espresso sorpresa per il sostegno popolare di Meloni, affermando di essere rimasto deluso da lei e di aver sottovalutato il suo coraggio.

Possibile secondo round di negoziati
Si discute della possibilità di un nuovo incontro tra delegazioni iraniane e statunitensi, magari già giovedì prossimo. La sede potrebbe essere Islamabad, dove si sono svolti i primi colloqui, oppure Ginevra. L’obiettivo è raggiungere un accordo prima della scadenza del cessate il fuoco, prevista per il 21 aprile. Fonti pakistane rivelano che il premier Shehbaz Sharif sta coordinando le trattative con il ministro degli Esteri e il capo militare, mentre la missione diplomatica potrebbe proseguire in Arabia Saudita, Qatar e Turchia.
Inoltre, la Cina si è inserita nel processo diplomatico con una proposta articolata in quattro punti, che si basa su coesistenza pacifica, rispetto della sovranità, diritto internazionale e equilibrio tra sviluppo e sicurezza. Questa iniziativa è stata annunciata dal presidente Xi Jinping durante un incontro con il principe ereditario di Abu Dhabi, Sheikh Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan.

Incidente nel Golfo dell’Oman
Un episodio che alimenta ulteriormente la tensione regionale riguarda una nave portarinfuse colpita da due proiettili non identificati nel Golfo dell’Oman, a circa 112 miglia nautiche a sud-est di Ras Al Hadd. L’impatto ha provocato un incendio a bordo e la marina pakistana è intervenuta per prestare soccorso. Al momento non è chiaro chi abbia compiuto l’attacco, ma l’episodio si inserisce nel contesto di grande instabilità che mette a rischio le rotte energetiche fondamentali.
Pressioni saudite su Trump
L’Arabia Saudita sta facendo pressione sugli Stati Uniti affinché revocano il blocco navale nello Stretto di Hormuz, preoccupata per possibili ripercussioni sulle altre vie energetiche, come lo Stretto di Bab al-Mandeb, vitale per l’export petrolifero saudita verso il Mar Rosso. Riyad spinge inoltre per un ritorno al tavolo negoziale con Teheran, temendo che l’attuale strategia aggressiva possa innescare ulteriori conflitti e attacchi alle vie marittime.
Petroliera cinese sfida il blocco
Nonostante il blocco navale imposto dagli Stati Uniti, una petroliera di proprietà cinese, la “Rich Starry”, ha attraversato lo Stretto di Hormuz. La nave, battente bandiera malawiana, è entrata nel Golfo dell’Oman dopo essere partita da Sharjah, Emirati Arabi Uniti, viaggiando a pieno carico verso la Cina. Questo episodio mette in luce le difficoltà operative del blocco americano, soprattutto con potenze come Pechino coinvolte nel traffico energetico.
Allarme della FAO
La FAO ha lanciato un allarme riguardo alla crisi nello Stretto di Hormuz, sottolineando come il blocco potrebbe causare una crisi agroalimentare globale, interrompendo l’esportazione di fertilizzanti ed energia, aumentando i prezzi dei generi alimentari e riducendo i raccolti a livello mondiale.
Prima nave attraversa Hormuz dopo il blocco
Secondo la BBC, la prima nave a transitare nello Stretto di Hormuz dall’inizio del blocco americano sarebbe la portacontainer Paya Lebar, partita dall’India e diretta a Dubai. Questo passaggio evidenzia la complessità e le sfide nel mantenere il blocco navale imposto dagli Stati Uniti.