CuriositàCome cambia la vita dopo la morte dei genitori

28/08/2017 - 20h

Dopo la morte dei propri genitori, la vita cambia molto,anzi moltissimo. Affrontare la condizione di orfani, persino per una persona adulta, è un’esperienza terrificante. Nel profondo di tutti noi continua a vivere quel bambino che può sempre fare affidamento sulla propria mamma o sul proprio papà per sentirsi protetto. Tuttavia, quando se ne vanno, questa opzione scompare per sempre.

Non possiamo più vederli, non solo per una settimana, né per un mese, bensì per il resto della nostra vita. I genitori sono le persone che ci mettono al mondo e con le quali condividiamo gli aspetti più intimi e fragili della nostra vita. Ad un certo punto non ci sono più quegli individui che, in un certo modo, ci hanno fatto diventare chi siamo.

La morte: c’è un grande abisso tra parlarne e viverla…

Non siamo mai pronti del tutto ad affrontare la morte, soprattutto se si tratta della morte di uno dei nostri genitori. Si tratta di una grande avversità che difficilmente riusciamo a superare del tutto. Di solito il massimo che riusciamo a ottenere è accettarla e conviverci. Per superarla, almeno in teoria, dovremmo essere in grado di capirla, ma la morte è, in senso stretto, del tutto incomprensibile. È uno dei grandi misteri della nostra esistenza, forse il più grande di tutti.

Ovviamente il modo di accettare una perdita è strettamente relazionato a come è avvenuta. Una morte per le cosiddette “cause naturali” è dolorosa, ma lo è ancora di più per un incidente o un omicidio. Se la morte è preceduta da una lunga malattia, la situazione è molto diversa rispetto a un decesso improvviso.

Anche la quantità di tempo trascorsa tra la morte di uno e dell’altro genitore ha il suo peso: se è trascorso poco tempo, il dolore è più difficile da affrontare. Se, invece, il lasso di tempo è maggiore, forse si è un po’ più pronti ad accettarlo.

In realtà, non scompare solo un corpo, ma un intero universo. Un mondo fatto di parole, di carezze, di gesti. Persino di quei consigli ripetuti cento volte che ogni tanto stancavano e di quelle “manie” che ci facevano sorridere o scuotere la testa perché è così che li riconosciamo. È proprio ora che iniziamo a sentirne la mancanza in modo inverosimile.

La morte non avverte. Può essere intuita, ma non dichiara mai in modo esatto quando arriverà. Tutto si riassume in un attimo e quell’istante è categorico e determinante. Irreversibile. All’improvviso tutte le esperienze vissute in loro compagnia, sia quelle belle sia quelle brutte, scompaiono è restano intrappolate in un ricordo. Il ciclo si è compiuto ed è arrivato il momento di dire addio.

Quel che c’è senza esserci davvero…

In generale, pensiamo che quel giorno non arriverà mai, almeno finché effettivamente arriva e diventa reale. Rimaniamo scioccati e non vediamo altro che una cassa, con un corpo rigido e immobile, che non parla e non si muove. Che è lì, ma senza esserci davvero…

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Articolo tramite: lamenteemeravigliosa.it

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