Le indagini sull'avvelenamento con ricina di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita si concentrano su dettagli apparentemente secondari ma fondamentali, come ricerche online e messaggi scambiati poco prima dei decessi. L'analisi delle tracce digitali diventa cruciale per ricostruire la sequenza degli eventi e comprendere dinamiche ancora incerte.
Non si indaga solo sulla disponibilità della sostanza tossica, ma anche sui tempi e modi in cui qualcuno potrebbe averne approfondito l'uso e gli effetti. Gli investigatori stanno cercando di separare i fatti comprovati dalle ipotesi, valutando con attenzione le comunicazioni personali e i dispositivi elettronici coinvolti, per chiarire i rapporti tra le persone interessate e gli eventi antecedenti alla tragedia.
Controlli sui computer dell'istituto agrario di Riccia
Un aspetto delicato riguarda l'istituto agrario di Riccia, in provincia di Campobasso, dove studi scientifici potrebbero giustificare la presenza di informazioni sulla ricina. Le indagini puntano a identificare se alcune ricerche fatte su circa 70 computer dell'istituto siano collegate al caso, senza coinvolgere indiscriminatamente studenti o docenti.
La Squadra Mobile di Campobasso e il Servizio Centrale Operativo, insieme ai consulenti delle vittime e ai medici tuttora indagati per omicidio colposo, stanno effettuando verifiche tecniche. La Procura di Larino, invece, sta approfondendo l'ipotesi di duplice omicidio premeditato.
Gli inquirenti hanno individuato un utente anonimo che, da agosto 2025, avrebbe cercato ripetutamente informazioni sulla ricina su Reddit, domandando come procurarla, i suoi effetti e la possibilità di rilevarla tramite autopsia dopo la morte delle due donne.
Le verifiche si concentrano sull'individuazione di possibili tracce di queste ricerche nei computer dell'istituto, utilizzando software capaci di recuperare parole chiave anche da file cancellati. Solo se emergeranno elementi rilevanti, i dispositivi saranno prelevati per ulteriori approfondimenti.

Il movente passionale e le relazioni da chiarire
Tra le piste privilegiate dagli inquirenti spicca quella di un movente legato a motivi sentimentali, in particolare alla crisi coniugale tra Antonella Di Ielsi e Gianni Di Vita. La volontà di separazione e le presunte relazioni passate o attuali del marito sono al centro delle indagini.
Recentemente, Gianni è stato interrogato in merito al rapporto con Monia, un'amica di lunga data e insegnante di matematica al liceo scientifico di Riccia. Monia, moglie di Michele, tecnico di laboratorio nell'istituto agrario, è stata chiamata a confronto per divergenze nelle dichiarazioni rese.
Il legame tra queste persone è un punto chiave su cui gli investigatori cercano chiarezza. Tuttavia, al momento, ogni possibile connessione tra la vita privata e la morte delle due donne rimane un'ipotesi da verificare, senza certezze di colpevolezza.
Incontri e messaggi prima dell'avvelenamento
Un ulteriore elemento da approfondire riguarda la presunta visita di Michele ad Antonella, avvenuta la sera del 22 dicembre nello studio del commercialista di Gianni Di Vita a Campobasso, circa un giorno prima dell'avvelenamento.
Gli investigatori stanno inoltre analizzando alcuni messaggi scambiati tra Michele e Antonella durante le festività natalizie, periodo in cui la donna manifestava già problemi di salute. Il contenuto delle conversazioni non è stato diffuso, mentre le autorità mantengono il massimo riserbo sui dati recuperati dal telefono della vittima.
Questi elementi saranno valutati nel loro contesto, considerando date e circostanze; da soli, messaggi o incontri non indicano necessariamente un coinvolgimento diretto, ma possono assumere rilevanza se inseriti in un quadro più ampio di prove.
Tra le persone potenzialmente informate sugli aspetti personali di Antonella c'è anche il parroco di Pietracatella, suo confessore e presunto vicino a Michele. Nei giorni successivi al confronto tra Monia e Gianni in questura, i due uomini sono stati visti trascorrere tempo insieme, un fatto che gli inquirenti valuteranno senza trarre conclusioni affrettate.

Chi era il vero obiettivo dell'avvelenamento?
L'esame dei computer dell'istituto agrario potrebbe fornire un contributo fondamentale alle indagini. Se dovessero emergere ricerche analoghe a quelle attribuite all'utente anonimo di Reddit, ciò rappresenterebbe un ulteriore elemento da confrontare con gli altri dati raccolti. Tuttavia, un riscontro positivo non basterebbe a identificare con certezza l'autore delle ricerche né a stabilire un legame diretto con la morte di Antonella e Sara.
Le indagini si interrogano anche sull'identità della potenziale vittima designata: era Antonella o Gianni l'obiettivo reale? Al momento non esiste una risposta definitiva, che sarà possibile solo dopo l'esito degli accertamenti tecnici, l'analisi delle comunicazioni e la valutazione complessiva delle prove.
Il caso del duplice omicidio di Pietracatella continua a svilupparsi su più fronti: dalla ricerca delle origini delle informazioni sulla ricina alla ricostruzione dei legami personali, fino all'esame dei messaggi e degli incontri antecedenti ai decessi. Cruciale sarà trasformare i sospetti in evidenze concrete, evitando di confondere ipotesi con fatti accertati.