“Chi c’è dietro”. Proteste e scontri in Italia, solo adesso si scopre la verità: purtroppo ci sono loro Cronaca

“Chi c’è dietro”. Proteste e scontri in Italia, solo adesso si scopre la verità: purtroppo ci sono loro

Negli ultimi giorni, le manifestazioni in diverse città italiane hanno assunto una nuova dimensione: dal vandalismo ai negozi saccheggiati a Milano, si è passati a un'organizzazione virtuale sempre più strutturata. L'attenzione si concentra su due realtà che stanno emergendo con forza nelle chat e social network: il Movimento 17 ottobre e Italia in Piazza.

Proteste in Italia

Un appuntamento fisso ogni sabato

Dopo le violente manifestazioni che hanno colpito Milano e altre città, sono spuntati diversi gruppi e collettivi che rivendicano la propria presenza. La comunicazione si sviluppa principalmente attraverso hashtag su Instagram e TikTok, oltre a gruppi Telegram che crescono rapidamente.

Il Movimento 17 ottobre ha promosso una mobilitazione permanente ogni sabato alle 15, con l'obiettivo dichiarato di far cadere il cosiddetto "governo ladro". La pagina Instagram ufficiale, @movimento17ottobre, nata da pochi giorni, rappresenta l'identità politica di chi sta scendendo in piazza. In alcuni post, la violenza viene attribuita a un sistema politico corrotto e alle forze dell'ordine, mentre un video etichettato "Esproprio proletario a Milano" mostra la distribuzione di beni sottratti durante i disordini a persone senza fissa dimora.

Dal profilo Instagram si passa al gruppo Telegram, dove si discutono e pianificano le prossime manifestazioni. Il seguito conta oltre 2.500 follower sulla pagina e più di mille iscritti nella chat, amministrata da utenti che si firmano "M1710".

Le otto piazze coinvolte il 24 ottobre

Per il 24 ottobre sono state annunciate manifestazioni in otto diverse piazze italiane, come indicato nelle grafiche diffuse online:

  • Milano, piazza Duomo
  • Bologna, piazza Nettuno
  • Torino, piazza Castello
  • Roma, Circo Massimo
  • Firenze, piazza Santa Maria Novella
  • Padova, piazza Mazzini
  • Bari, piazza Umberto I
  • Genova, piazza De Ferrari

Le chat richiedono la produzione e distribuzione di materiali grafici specifici per ciascuna città. Questa rete è connessa a collettivi antagonisti, gruppi universitari e attivisti No Tav, tra cui Csa Lambretta e Deriva, che hanno attivato un servizio di supporto legale per i giovani fermati durante le proteste milanesi.

Discussioni nelle chat: strategie, manuali e timori

All'interno delle chat Telegram circolano documenti destinati ai manifestanti, come la guida "Safer in the street", con suggerimenti pratici per affrontare le proteste in sicurezza. Sono presenti anche manuali anarchici e discussioni sulla preparazione per gli scontri.

Tra i temi trattati spicca un sondaggio sui negozi da colpire, ma non tutti sono d'accordo: alcuni chiedono una maggiore organizzazione sia negli scontri che nella difesa, lamentando gravi ferite subite durante le manifestazioni. La necessità di "formazione" agli scontri è un argomento ricorrente, così come la preoccupazione per possibili nuovi arresti che potrebbero indebolire il movimento, con avvertimenti circa il rischio di compromettere il futuro dei giovani coinvolti.

Un altro aspetto delicato riguarda la sicurezza delle comunicazioni. Alcuni partecipanti ritengono che Telegram non sia sufficientemente sicuro e propongono l'uso di Signal. Le regole interne prevedono la possibilità che telefoni vengano sequestrati o che siano presenti infiltrati, ma vietano di discutere azioni illegali all'interno dei gruppi.

Italia in Piazza e il legame con la sinistra radicale

Ad ottobre è nato su Instagram il profilo @italiainpiazza17, da cui sono partiti i primi inviti a una mobilitazione nazionale prevista per il 17 ottobre, accompagnata dall'hashtag #italiainpiazza. Il loro messaggio sottolinea il diritto alla riunione pacifica sancito dall'articolo 17 della Costituzione.

I temi affrontati includono il caro vita, salari, lavoro, sanità pubblica, istruzione e sicurezza, rilanciati da pagine come "Fronte Rivoluzionario Italiano" e "Rinascenza". Anche la sinistra radicale ha dato visibilità a questa mobilitazione: il Partito dei Carc ha espresso sostegno alle ragioni della protesta, collegando le richieste sociali all'obiettivo politico di rovesciare il governo Meloni. Nonostante ciò, individuare una regia unica dietro le proteste appare difficile, se non impossibile.

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