La notte del 16 ottobre 2025, un evento sconvolgente ha avuto luogo vicino all'abitazione di Sigfrido Ranucci, noto giornalista e conduttore del programma Report su Rai Tre. Ciò che inizialmente sembrava un semplice avvertimento si è rivelato qualcosa di molto più grave. Gli investigatori, esaminando movimenti e intercettazioni, hanno scoperto che l'azione non era un semplice monito, ma un vero e proprio tentativo di omicidio.

Un'intercettazione chiave, registrata il 30 ottobre 2025, rivela una conversazione tra Roberto Cavazzana, proprietario del Cantiere navale Vittoria di Adria, e un interlocutore non identificato. Cavazzana commenta: "Hai visto che Report non ha più fatto un ca**o?" Questa frase assume un significato inquietante, poiché l'inchiesta di Report sul cantiere non era ancora stata trasmessa, suggerendo una premeditazione dell'attentato.
Secondo le indagini, l'auto usata per piazzare l'ordigno è stata tracciata fino alla Campania, da dove i sospetti sono prontamente ritornati dopo l'azione. Gli esperti confermano che l'esplosivo avrebbe potuto uccidere, smentendo l'ipotesi di una mera intimidazione.

Una lettera anonima ricevuta dalla redazione di Report suggerisce che dietro l'attacco ci sarebbe un deputato di Caserta, legato a famiglie camorristiche, che avrebbe agito come intermediario tra gli esecutori e i mandanti dell'attentato.
Il Cantiere navale Vittoria, al centro dell'inchiesta, è considerato strategico dal governo per la produzione di motovedette militari. L'investigazione ha rivelato che Cavazzana ha acquisito il cantiere senza la necessaria liquidità, dando il via a una serie di transazioni sospette sotto esame.
Ulteriori indagini hanno messo in luce una rete di società, tra cui la Arkipiù, che avrebbe coperto fatture per cinque milioni di euro con crediti fiscali per lavori mai realizzati. Questa scoperta potrebbe avere implicazioni significative, collegando l'industria con la criminalità organizzata.
La vicenda si intreccia ulteriormente con la politica, poiché tra i legami emergono nomi di rilievo, come quello di Enrico Petrarca, legato a Mario Coscione, figura vicina al clan dei Casalesi. I movimenti finanziari e personali di questi individui sono ora sotto stretto monitoraggio.
Con queste rivelazioni, il programma Report si prepara a gettare luce su una storia che potrebbe non solo scuotere l'opinione pubblica ma anche avere serie ripercussioni politiche e legali.