In un piccolo comune della provincia di Teramo, Sant’Egidio alla Vibrata, un giovane di soli 17 anni è stato posto sotto arresto. Le accuse sono gravi: propaganda estremista, odio razziale, etnico e religioso, e attività legate al terrorismo. Gli agenti della Digos hanno agito su mandato della Procura dei Minorenni dell’Aquila, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare.
Le indagini hanno rivelato che il ragazzo sfruttava i social network per diffondere ideologie radicali e incitare alla violenza. L'accusa include anche l'addestramento con finalità di terrorismo. La giovane età dell'indagato ha intensificato le preoccupazioni degli investigatori.

Approfondimento dell'indagine e scoperte allarmanti
La svolta è arrivata con una perquisizione domiciliare e il sequestro di dispositivi elettronici. L'analisi ha portato alla luce contenuti di propaganda neonazista, suprematista e estremismo islamico. Tra i materiali sequestrati, vi erano documenti tecnici e manuali per la costruzione di armi da fuoco e ordigni artigianali, inclusi dettagli su come produrre armi con stampanti 3D.

Il materiale sequestrato includeva anche testi che descrivono tecniche di aggressione fisica e discussione di pratiche satanistiche in chat, suggerendo rituali violenti. L'indagine ha evidenziato una radicalizzazione attiva del giovane, che non solo consumava, ma produceva e condivideva materiale estremista e violento.
Questo caso ha riacceso l'allarme sulla radicalizzazione giovanile via internet, evidenziando come il web possa facilitare la diffusione di contenuti pericolosi e incitare alla violenza. Gli investigatori stanno ora valutando se il ragazzo fosse parte di reti più ampie, anche online, mentre proseguono gli accertamenti su questa inquietante vicenda.