Un'inchiesta giudiziaria ha portato alla luce un sistema criminale che coinvolge la gestione pubblica e la mafia nella provincia di Messina, scuotendo profondamente la fiducia nelle istituzioni locali.
Indagini e arresti a Spadafora
La Direzione Distrettuale Antimafia di Messina ha disposto misure cautelari domiciliari per diverse personalità di rilievo del territorio, tra cui il sindaco di Spadafora, Lillo Pistone, e due anziani fratelli collegati alla potente famiglia mafiosa dei Barcellonesi. L'operazione, eseguita dai carabinieri di Milazzo, ha smantellato un intreccio che legava strettamente l'amministrazione comunale a interessi criminali lungo la costa tirrenica messinese.
Le accuse principali riguardano lo scambio elettorale politico-mafioso e la corruzione aggravata dal metodo mafioso, con prove che indicano un patto illecito stipulato prima delle elezioni per ottenere favori in cambio del sostegno elettorale delle cosche.
Origini dell'inchiesta e accordi occulti
L'indagine è partita ufficialmente nell'aprile 2024 a seguito di una denuncia dettagliata, focalizzandosi sulle fasi di preparazione delle elezioni comunali tenutesi l'8 e 9 giugno 2024. I due fratelli legati alla criminalità organizzata avrebbero esercitato pressioni e utilizzato il peso del clan per raccogliere consensi a favore di Pistone, sfruttando intimidazioni e influenze illegali.
Una volta eletto, il sindaco avrebbe rispettato gli accordi firmando atti amministrativi che favorivano gli interessi commerciali e personali dei fratelli, come l’assegnazione esclusiva di parcheggi pubblici a loro proprietà, privando la comunità di spazi comuni.
Il sistema di favoritismi ha inoltre riguardato la concessione indebita di sgravi fiscali sull’IMU e l’accelerazione di procedure burocratiche per sbloccare documenti su immobili sotto sequestro, oltre a cambi di destinazione d’uso concessi in tempi record.
Manipolazione del voto e corruzione nel seggio elettorale
Un secondo filone investigativo ha evidenziato casi di corruzione legati al comportamento illecito di un'insegnante di 51 anni, segretaria di seggio durante le elezioni di giugno 2024. Questa figura istituzionale avrebbe violato la segretezza del voto, sorvegliando preferenze di elettori vulnerabili e comunicandole in tempo reale al sindaco Pistone.
Inoltre, l’insegnante avrebbe alterato alcune schede contestate per favorire il candidato sostenuto, tradendo gravemente i doveri di imparzialità richiesti dalla legge.
Come ricompensa per queste azioni, il sindaco ha garantito all’insegnante un incarico volontario in ambito scolastico e ha favorito l’assunzione retribuita di un suo familiare nel servizio civile presso la Pro Loco di Spadafora, assicurando così un vantaggio economico indiretto legato al successo elettorale ottenuto con metodi fraudolenti.