Le recenti temperature estreme in Europa non sono più un evento isolato, ma segnalano un cambiamento climatico in atto. Carlo Buontempo, direttore del Climate Change Service di Copernicus, ha rivelato in un'intervista che il nostro pianeta sta entrando in una fase di riscaldamento rapido e continuo. Prevede che le ondate di calore diventeranno sempre più frequenti, intense e prolungate, con il 2026 e il 2027 che potrebbero essere tra gli anni più caldi mai registrati.

Temperature oceaniche vicine ai record
Le temperature oceaniche nell'Atlantico nordorientale e nel Mediterraneo occidentale sono molto elevate, avvicinandosi ai record del 2024, con possibili nuovi record nelle prossime settimane. Questo scenario potrebbe avere impatti significativi non solo sull'estate del 2026 ma anche sull'anno successivo.
Il 2027 potrebbe essere ancora più caldo
Il ritorno di El Niño, il fenomeno legato al riscaldamento delle acque del Pacifico, è una preoccupazione crescente. I modelli climatici indicano un forte segnale di un possibile ritorno di El Niño nei prossimi mesi. Se le previsioni si confermassero, il 2027 potrebbe essere uno degli anni più caldi a livello globale.
Abbiamo superato il grado e mezzo
Il riscaldamento globale, collegato all'aumento delle emissioni di gas serra, ha fatto sì che negli ultimi tre anni la temperatura media globale abbia superato di 1,5 gradi il livello preindustriale, un limite considerato cruciale dagli accordi internazionali sul clima.
Ondate di caldo anche nei Paesi nordici
Nel 2025, la Finlandia ha registrato la più lunga ondata di caldo mai osservata a quelle latitudini, durata quasi un mese. Anche la Groenlandia ha perso in un anno più ghiaccio di quanto presente sull'intero arco alpino, segno dell'accelerazione del cambiamento climatico.
Possibile collasso della corrente Amoc
Il dibattito scientifico si concentra anche sul possibile rallentamento o collasso della Amoc, il sistema di correnti oceaniche che trasporta calore verso l'Europa settentrionale. Alcuni studi suggeriscono che il rischio di collasso potrebbe essere più vicino di quanto previsto in passato.
L'intelligenza artificiale nelle previsioni meteo
La potenza dei supercomputer tradizionali sta rallentando, ma l'intelligenza artificiale e il machine learning stanno aprendo nuove possibilità nella previsione del clima. L'Europa sta investendo in supercomputer avanzati, come quello che sarà installato a Bologna, per affrontare meglio le sfide del cambiamento climatico.