
Critiche alla gestione delle misure preventive
Secondo Bassetti, il problema maggiore è stato affrontare il virus nel momento sbagliato. "I primi casi sono emersi a fine luglio, ma la disinfestazione è stata effettuata solo ad agosto: non è questo il modo corretto di fare prevenzione in un paese civile", critica l'infettivologo. Il ritardo ha complicato il contenimento dei focolai e aumentato il rischio per le persone più vulnerabili, in particolare anziani e immunodepressi.
Richiesta di un intervento coordinato
L'infettivologo spera in un intervento coordinato del Ministero della Salute: "Mi auguro che venga formato un gruppo di esperti per guidare la prevenzione a livello locale e tra i cittadini, oltre a fornire formazione ai medici. Dobbiamo porre la prevenzione del West Nile in cima alle nostre priorità". L'obiettivo è prevenire nuovi contagi e ridurre il numero di casi gravi, considerando che le zanzare resteranno attive fino alla fine dell'autunno.