La fregata missilistica "Federico Martinengo" della Marina Militare italiana è partita il pomeriggio del 6 marzo 2026 dal porto di Taranto. A bordo vi sono oltre 160 militari, diretti verso Cipro per incrementare le misure di difesa dell'isola, in risposta alle crescenti tensioni nel Medio Oriente. Questa mossa è coordinata con altri paesi europei quali Spagna, Francia e Olanda.
La missione segue l'attacco dronico alla base britannica RAF Akrotiri, che ha scatenato una serie di movimenti da parte di vari paesi per rafforzare la sicurezza a Cipro e proteggere le rotte navali vicine. La tensione nella regione è palpabile e l'allerta rimane elevata.

Perché Cipro è tornata un punto caldo
La Martinengo, una unità FREMM, è dotata di capacità avanzate di sorveglianza e difesa, essenziali in un contesto di minacce come droni e missili. Recentemente, la nave ha partecipato all'operazione Ue Aspides nel Mar Rosso, dedicata alla protezione del traffico mercantile. Attualmente, l'obiettivo è consolidare la sicurezza nell'area circostante Cipro e assicurare una deterrenza efficace.
Intanto, l'Iran persiste nell'utilizzo di droni e missili contro i paesi del Golfo, con segnalazioni di centinaia di intercettazioni. Le autorità di UAE e Qatar hanno riferito di numerosi attacchi e abbattimenti. La regione continua a essere teatro di cadute di detriti e nuovi allarmi durante la notte.

Gli analisti indicano che le azioni congiunte di USA e Israele avrebbero ridotto la capacità missilistica dell'Iran, ma Teheran sta ampliando i suoi obiettivi per intensificare la pressione politica ed economica, influenzando anche le rotte energetiche. Il Mediterraneo orientale si sta attrezzando con più navi, più difesa e più diplomazia.